Covid, incertezze e sacrifici: chiusure efficaci come dicono?

L’editoriale di Antonio Vuolo

L’Italia si tinge di rosso e di arancione con l’entrata in vigore del nuovo decreto che ci accompagnerà fino a Pasqua. L’unica eccezione è la bianca Sardegna. Non una novità, invece, per gli abitanti della Campania che già da una settimana convincono con le misure della zona rossa, ovvero quelle più stringenti, rafforzate poi immancabilmente dal governatore regionale Vincenzo De Luca.

La parola d’ordine è sempre e solo una: chiusura. Per la serie, un anno di pandemia non ci hanno insegnato nulla, o comunque poco. A pagare sono sempre i cittadini ai quali da un anno vengono richiesti sacrifici, però poi mai ripagati. E non vengano però a ripeterci sempre la solita storiella della movida e di coloro che non rispettano le regole. Per carità, gli imbecilli non mancano mai, però è fin troppo riduttivo e facile scaricare le colpe sui cittadini. Mentre dalla cabina di regia vengono presi provvedimenti che, come sempre, lasciano non poche perplessità.

Un esempio, le seconde case. Potrei raggiungere facilmente la mia seconda casa in Lombardia, ma non fare un passeggiata nel mio comune di residenza, se non in prossimità dell’abitazione. Intanto, i vaccini, unica arma per uscire quanto prima dal calvario pandemico, vanno a rilento, così come i ristori. E a proposito dei vaccini, basta con questa cattiva informazione su Astrazeneca: tutti i farmaci hanno delle controindicazioni e probabilmente poi abbiamo dimenticato che in questa vita si muore anche, e non solo per il covid. Funziona male, purtroppo, anche la terapia domiciliare che consentirebbe di abbattere di gran lunga il carico ospedaliero dei malati covid.

Lì fuori, intanto, con la quasi totalità delle attività chiuse sta diventando sempre più una macelleria economica e sociale. Una situazione che non risparmia neppure le scuole con bambini e ragazzi costretti a studiare solo ed esclusivamente davanti a uno schermo. E per chiudere, visto che i famosi numeri che tanto piacciono a molti non mentono mai, almeno in Campania in una settimana già di zona rossa il tasso d’incidenza non è che abbia poi subito sbalzi clamorosi dall’alto verso il basso. Davvero queste chiusure fanno così bene alla Campania, all’Italia? Noi abbiamo sempre più seri dubbi.

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