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La patata bollente passa al Ministero del Lavoro, il 21 riunione a Roma

di Redazione

SALERNO – Approda al Ministero del Lavoro la complessa vertenza dei lavoratori dell’Alvi Spa. Il prossimo 21 gennaio è convocato a Roma un incontro per discutere di tutte le possibili soluzioni, utili a tutelare in primis i 235 lavoratori che non hanno diritto alla cassa integrazione ordinaria, in quanto classificati come addetti del terziario e non dell’industria. Anna Ferrazzano, che fin dall’inizio ha seguito la delicata vicenda del crac dell’azienda di distribuzione è soddisfatta: «Grazie alla particolare vicinanza e al concreto sostegno del Sottosegretario Pasquale Viespoli, abbiamo ottenuto di discutere delle problematiche dell’Alvi ai massimi livelli istituzionali ed ora chiederemo di ottenere per questi lavoratori la cassa integrazione straordinaria, che è facoltà del Governo attivare in situazioni come questa – commenta – non è tempo infatti di fare speculazioni bensì di tentare tutte le strade per tutelarli concretamente». Al tavolo ministeriale, oltre alla Provincia di Salerno, siederanno Prefettura, segretari provinciali di Cgil, Cgil, Uil ed Ugl e rappresentanti dell’Alvi Spa. Intanto domattina avrà luogo a Napoli l’incontro con la Regione Campania per vagliare un’altra delle possibili opzioni ossia l’attivazione della cassa integrazione in deroga.

I dipendenti della piattaforma logistica dell’Alvi, ieri mattina, si sono dati appuntamento a Fisciano per un’assemblea permanente nell’aula consiliare del comune. «Non vediamo via di uscita – dicono – allo stato attuale non sappiamo quale sia la nostra posizione. Non siamo licenziati, non siamo in mobilità e, abbiamo scoperto, che non siamo neanche in cassa integrazione. Abbiamo trascorso un Natale bruttissimo senza stipendio da tre mesi e senza tredicesima».

Sembra, infatti, che la cassa integrazione ordinaria, per la quale, nei mesi scorsi, i dipendenti presidiarono lo stabilimento, non sia mai stata accettata, «poichè – spiegano – a seguito di una verifica all’Inps, abbiamo saputo che non siamo classificati come lavoratori del settore industria, bensì come merceologico, quindi terziario. Perciò, per noi non può scattare la cassa integrazione ordinaria». «A questo punto – dicono concordi i rappresentanti della Cgil Anselmo Botte e della Cisl Antonio De Michelo – due sono i possibili strumenti per cercare di risolvere la vertenza. La prima ipotesi è la cassa integrazione in deroga, per la quale deve disporre la regione Campania, con cui abbiamo un incontro mercoledì (domani). La seconda opzione, invece, è la cassa integrazione straordinaria. Per questa è necessario il coinvolgimento del Ministero del Lavoro e delle Attività Produttive".

Per la Cisl «l’amministrazione di Palazzo Santa Lucia è l’unica in grado di poterci aiutare ad arrivare ad un dialogo con i ministeri competenti. Non ci interessa il conflitto di competenze tra le varie istituzioni, contano solo i risultati concreti". Sia per la cassa integrazione in deroga che per quella straordinaria, il processo è retroattivo, quindi, nel momento in cui una delle due dovesse essere accettata, i dipendenti avranno anche gli arretrati. La domanda, ora, che gli operai si pongono è: "se da tre mesi non percepiamo gli stipendi e non si sa se e quando verrà attivata una qualsiasi forma di ammortizzatore sociale, come faremo a vivere?". Quindi per ottenere attenzione e anche per accelerare un procedimento che a lungo termine li porterebbe a seri problemi di sopravvivenza, hanno chiesto l’aiuto delle istituzioni di Fisciano, territorio dove insiste la piattaforma logistica dell’Alvi.

«L’aula consiliare – spiega il consigliere comunale Giuseppe Sessa – è stata scelta perchè è il centro della politica e la politica non può non interessarsi del problema di 200 operai che, negli anni, hanno versato le tasse anche al comune di Fisciano". Ed, infatti, il sindaco, Tommaso Amabile, nonostante sia stato colto di sorpresa dal presidio, ha risposto dando la massima disponibilità dell’intero consiglio comunale per individuare, insieme ai lavoratori, un percorso da intraprendere al fine di risolvere la questione. L’assemblea ha poi eletto il coordinamento aziendale composto da 14 lavoratori ed ha individuato un percorso che prevede anche "l’informativa sulle ferie decise unilateralmente dalla direzione aziendale". A quanto pare, infatti, ieri mattina, terminato il periodo che i dipendenti pensavano fosse di cassa integrazione, si sono recati al lavoro trovando, però, i cancelli chiusi e nessuna presenza di dirigenti. Nel pomeriggio, poi, è apparsa una comunicazione di ferie fino a fine mese. Massima solidarietà ai lavoratori dell’Alvi è stata espressa anche dal consigliere provinciale Massimo Cariello: "Regione, Provincia e Comuni – dice – dovranno mettere in campo tutti gli strumenti possibili per l’obiettivo primario che resta la tutela e la salvaguardia dei lavoratori". Infine, l’assemblea è stata aggiornata al 14 gennaio, dopo l’incontro in regione, anche se il presidio, continuerà anche oggi.

fonte: corriere del mezzogiorno

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