Cupole della discordia, l’opposizione scrive a Renzi: «Autorizzazioni inopportune e censurabili»

I consiglieri comunali di Capaccio, Gennaro De Caro, Pasquale Cetta, Carmelo Pagano e Carmelo Tarallo dicono la loro in merito alla questione delle cupole geodetiche di Paestum. Ricapitolando, le sfere sono state costruite all’interno dell’area archeologica a circa duecento metri dal tempio Cerere, per ospitare manifestazioni della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, e non solo. Dal momento dell’edificazione la componente cittadina si è suddivisa in due schieramenti: chi le trova utili e innovative e chi ritiene, come appunto i consiglieri sopraelencati, che non rispettano il patrimonio culturale artistico degli scavi. Tra proteste e consensi, i quattro consiglieri hanno deciso di non rivolgersi solo alla popolazione intera, ma anche ai piani alti, i più alti. Infatti venerdì è stata inviata una rettifica al presidente del consiglio dei ministri, Matteo Renzi. Oggetto della lettera è la richiesta di revocare le autorizzazioni che consentono l’innalzamento delle cupole. Nel testo si denunciano, inoltre, anche delle ordinanze emesse ma mai realizzate.

«Il parere favorevole all’installazione delle strutture geodetiche – scrivono i consiglieri di opposizione – risulta improprio, inopportuno e assolutamente censurabile non solo perché carente della documentazione prodotta in occasione della passata edizione compreso un’ordinanza di demolizione delle opere ad oggi ancora disattesa, quanto per il fatto che in nessuno degli atti sopra richiamati si sia fatto cenno alla circostanza affatto trascurabile che l’area in oggetto è dichiaratamente inedificabile sia dallo strumento urbanistico che dalla legge speciale per Paestum n. 220 del 5 marzo 1957 al momento vigenti».

Dopodiché si può leggere un noto richiamo al sindaco che, a detta dell’amministrazione, sembra essere totalmente indifferente alle opposizioni. «Consistente attività di pubbliche relazioni, sopralluoghi e incontri riservati – riportano nella lettera i consiglieri -, non ultimo quello di Gino Famiglietti col sindaco Italo Voza, il quale ancora una volta tanto caparbio quanto miope, non ha perso occasione per ostentare la sua intensa attività di “relazioni istituzionali” pubbliche e private.
All’insegna di un ostinato tentativo da rotocalco estivo, si è consumato un ennesimo tentativo di risolvere una “sentita e vecchia” vertenza a cuore del Sindaco che nonostante tutto vuole anche quest’anno la sistemazione delle cupole geodetiche nell’area di fianco al tempio di Cerere, idea tanto cara a parenti e amici quivi presenti con attività commerciali compreso quelle proprie». I consiglieri fanno anche presenti «gli ingenti danni permanenti causati dal montaggio delle ‘sfere’ al territorio». L’intento dell’opposizione, quindi, non è quello di negare lo svolgersi della Borsa Mediterranea ma di spostare la collocazione delle cupole in località ‘Capaccio Scalo’ al fine di non danneggiare minimamente l’area archeologica. 

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