Cupole Paestum, sindaco smonta la minoranza: «Autorizzati dal ministero, ora inutile scrivere a Renzi»

Il caso delle cupole di Paestum è divenuto, nell’ultimo periodo, oggetto di diatriba, sia in ambito sociale tra sostenitori ed oppositori, che politico tra maggioranza e minoranza. La minoranza ha richiesto la revoca delle autorizzazioni delle sfere geodetiche indirizzando una missiva direttamente al presidente del consiglio, Matteo Renzi. Ma non è stato questo l’unico tema in questione, tra i righi della rettifica inviata al premier si citavano anche dei lavori di riqualificazione – a detta loro – non eseguiti in maniera efficiente ed opportuna. Notevole evidenza è stata attribuita alla legge legge numero 220 del 5 marzo 1957, che vieta l’edificazione di immobili all’interno del sito archeologico. 

«La minoranza sta mettendo in discussione una autorizzazione che arriva dal consiglio dei ministri. – afferma il primo cittadino Italo Voza al Giornale del Cilento, rispondendo a quanto affermato dal consigliere di minoranza, Pasquale Cetta -, Non è possibile che una minoranza dica il contrario di quello che dice il consiglio dei ministri. Noto, nella minoranza, una consistente ignoranza. La legge 220 dice che nella zona degli scavi non si può edificare previa autorizzazione del ministero della pubblica istruzione. Se io ho una autorizzazione del ministero – ha contestato Voza – potrei costruirci anche un grattacielo negli scavi». Dopo aver fatto chiarezza sulla funzionalità della legge tanto contestata dalla minoranza, il sindaco parla delle cupole. «Le cupole – continua – sono appoggiate a terra e non hanno l’ancoraggio di neanche un centimetro nel terreno, massetti in cemento non ce ne sono, anzi, per aver detto questo Cetta è chiaro che si prenda anche una querela. Il pavimento delle cupole – spiega – è formato da mattoni appoggiati a terra sopra un telo di plastica. Si vuole fare polemica su uno degli eventi di premiazione e prestigio più importanti in Italia e non solo. Questo è un paese che dovrebbe andare alla rovina, altro che turismo. – conclude il primo cittadino – Ma cosa scrivono a fare a Matteo Renzi? Secondo loro revoca un’autorizzazione che lui stesso ha dato?».

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