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Da Torraca l’appello alla pace, nel segno della spiritualità e della preghiera

di Redazione

A 223 anni dallo scampato pericolo dell’assedio francese, la comunità di Torraca ricorda con grata memoria l’intercessione di Maria Santissima dei Cordici, madre e protettrice della comunità. Un giorno di ricordi e di festa che, seppur ancora privo della processione, non si è fermato neanche quest’anno ed è stato invece intensamente permeato dal grido di pace per la drammatica situazione del conflitto in Ucraina.

Già lo scorso 27 febbraio il popolo di Torraca si è riunito in preghiera nel Santuario della Madonna dei Cordici per pregare il Rosario per la Pace e il 2 marzo, rispondendo all’invito del Papa, ha vissuto la giornata di digiuno e preghiera per la pace. Il Vescovo della diocesi di Teggiano-Policastro, padre Antonio De Luca, che ha presieduto la S. Messa nel giorno della festa, ha ricordato l’impegno di ogni cristiano a costruire e a promuovere la pace citando un’ espressione di Pio XII il papa del secondo conflitto mondiale: «Nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la guerra».

La Celebrazione serale presieduta dal Parroco don Francesco Alpino è stata caratterizzata dalla partecipazione dei bambini che, invitati a disegnare la bandiera dell’Ucraina, hanno svolto un breve corteo accompagnando la statua della Madonna dei Cordici sventolando le bandierine in segno di vicinanza e di richiesta di pace e dalla seconda edizione del premio Maria SS dei Cordici assegnato alle suore francescane di Sant’Antonio per la dedizione e l’impegno che, da oltre un secolo, hanno profuso nell’educazione umana e cristiana nella comunità di Torraca.

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