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Dieci anni fa la morte dell’artista Ugo Marano, le sue opere anche nel Cilento

di Marianna Vallone

Il 15 ottobre del 2011 moriva, a soli 68 anni, Ugo Marano, artista e ceramista salernitano, che ha lasciato anche nel Cilento alcune sue straordinarie opere d’arte. Stimato in Italia e nel mondo, ha esposto in diversi musei europei. Tanti i lavori realizzati nel corso della sua vita, molti dei quali sono in esposizione in vari musei italiani. Alla famiglia ha lasciato un importante patrimonio di opere d’arte, oggi conservato in “Casa Marano” a Capriglia.

Figura eclettica, artista a tutto tondo, un talento visionario. Negli anni Settanta fu invitato a esporre alla Quadriennale di Roma, alla Biennale di Venezia e alla Triennale di Milano, nel 1982 al Centre Pompidou di Parigi. Nel 1991 creò il gruppo dei “Vasai di Cetara” nel borgo di pescatori in cui ha vissuto, a pochi chilometri da una città, Salerno, in cui nel 1996 progettò e realizzò la Fontana Felice.

Le opere nel Cilento
Alcune opere d’arte sono in esposizione anche nel Cilento. A Laurito sorprende il blu intenso dei vasi che compongono la Fontana Quando Pioveinstallazione di “vasi parlanti“. «La piazza è tornata la piazza della comunicazione e della socializzazione. La piazza attraverso la fontana quando piova comunica che deve tornare le gioia. Se non progetti la vita nuova non vai in piazza a comunicarli. Quando una piazza è vuota vuol dire che non c’è niente da dire», raccontò Marano nel suo viaggio nel Cilento insieme all’economista Pasquale Persico.

A Morigerati, proprio Persico, docente universitario, amico di vecchia data e collaboratore del famoso ceramista, che nel 2016 ha deciso di far nascere il Mum Museo Ugo Marano. L’antica ferriera di Morigerati ha ospitato un’opera che Marano realizzò nel 1999, “Il Tavolo del paradiso”, che dalla Valle delle Orchidee del comune di Sassano, dove aveva la sua originale collocazione, è stata spostata nell’area esterna della Ferriera. Un tavolo di ferro a forma di croce greca, intorno al quale Marano idealmente auspicava che tutti i sindaci del Cilento si potessero sedere; ogni posto era segnalato da appositi sostegni volti a contenere i piatti e bicchieri in ceramica. L’intervista alla moglie Stefania Marano.

L’evento
A dieci anni esatti dalla scomparsa del maestro Ugo Marano, i familiari, la Regione Campania, la Scabec, la Cactus filmproduzioni, l’associazione “a luna & o sole” in collaborazione con i Comuni di Salerno, Cetara e Pellezzano, presentano la proiezione del video “Ugo Marano, ego sum liber”. Il video, realizzato per ricordare e valorizzare l’eclettica figura dell’artista salernitano, lo racconta attraverso il fluire delle emozioni evocate dalle sue opere, i suoi luoghi, i suoi pensieri e dai ricordi della sua musa ispiratrice, la moglie Stefania Mazzola; ed è frutto di un lungo lavoro di ricerca e documentazione nell’archivio della famiglia, di interviste che hanno raccolto aneddoti, racconti, ricordi dell’indimenticato artista, arricchito da foto e filmati storici, che restituiscono finalmente un giusto tributo alla memoria.

La prima proiezione è prevista venerdì – oggi – alle ore 18 presso la Sala dei Marmi del Comune di Salerno. La proiezione sarà poi replicata sabato 16 ottobre alle ore 18 presso la Sala Mario Benincasa del Comune di Cetara e lunedì 18 ottobre alle ore 18 presso il Cinema Teatro Charlot a Pellezzano. Il progetto evento si è dipanato nel corso dell’intero anno con una mostra di terrecotte denominata “Lo spazio dell’utopia” al Museo Città Creativa di Ogliara, a giugno scorso; a luglio la creazione del sito ufficiale, ad agosto “la Festa delle Idee”, quattro serate di reading con i racconti e le narrazioni, musicati dal vivo con proiezioni dedicate; il video a ottobre e a dicembre una pubblicazione di scritti e foto inedite, che completano il riconoscimento dovuto al grande artista.

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A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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