Pericolosa deriva sociale della Regione Campania

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Sul Bollettino Regionale n. 48,il 3 agosto 2009 è stato pubblicato il Regolamento che prevede la compartecipazione al costo, da parte delle persone con Handicap permanente grave e dei soggetti ultrasessantacinquenni e cittadini affetti da demenze,  delle prestazioni erogate nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura socio-sanitaria. Il Regolamento Regionale, pare sia parte di una serie di aggiustamenti presi dalla Giunta regionale della Campania, nel tentativo (impossibile) di scongiurare il commissariamento dell’Assessorato alla Sanità. Il senso di questo regolamento è prevedere che le persone disabili, con le caratteristiche suindicate, con un reddito di 5000 euro annui debbano pagare le prestazioni socio-sanitarie, e che su di un mensile di 385 euro, deve essere lasciata a disposizione del beneficiario per le proprie esigenze e spese personali la quota del 20% del reddito.Lo sconcerto massimo si raggiunge quando si specifica che contribuisce al reddito anche l’indennità di accompagnamento, l’assegno di assistenza, l’indennità di frequenza e la pensione d’invalidità. Aiuti economici, di un welfare sociale, sussidi statali e di altri enti pubblici, che dal 1973, in base al DPR n. 601, non vanno calcolati ai fini della valutazione del reddito. Di questo stesso DPR, la Giunta regionale si è fatta scudo. Adducendo che se questi contributi, assegni, sussidi, servono per le esigenze delle persone svantaggiate, non autosufficienti, è giustificato utilizzare tali indennità in occasioni di interventi socio-assistenziali: il ricovero in struttura, terapie di riabilitazione, ecc. Ma c’è la franchigia, cioè una quota di disponibilità da sottrarre al reddito, pari al 20% così come calcolato dal comune o Ambito Territoriale, ai fini della compartecipazione, che deve essere lasciata a disposizione del beneficiario!

A nulla è valso l’appello fatto prima dell’approvazione del Regolamento, dalla FISH – Federazione Italiana Superamento Handicap della Provincia di Salerno ai consiglieri regionali campani. La Presidente Anna Petrone " l’Impianto del Regolamento regionale sulla compartecipazione cozza con le leggi nazionali, ma anche con i pareri espressi dai tribunali amministrativi di molte regioni, si pretende di obbligare alla compartecipazione anche i parenti che non fanno parte del nucleo familiare della persona anziana o con disabilità, la FISH, aggiunge, sarà impegnata per opporsi a queste ingiustizie."Ora bisogna chiedersi se il Regolamento deliberato dalla Regione Campania non violi palesemente la legge n. 67 del 2006 sulle Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni."

 

 

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