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Sala Consilina: uno “sguardo di troppo a una ragazza” . E’ rissa tra italiani e romeni

di Redazione

Uno sguardo di troppo a una ragazza. Scatta la rissa tra italiani e romeni 

Una serata di San Valentino poco romantica e molto violenta quella di domenica sera a Sala Consilina. La festa degli innamorati è infatti degenerata in rissa a causa di uno sguardo di troppo. È bastato così poco a due gruppi di giovani, uno composto da ragazzi del posto e l’altro da coetanei romeni, per scatenare la violenza.

Il fatto si è verificato nella strada principale del centro cittadino ed ha visto protagonisti quattro giovani di Sala Consilina, tra i quali due minori, e tre giovani immigrati dalla Romania. Intorno alle 22, secondo quanto accertato dai carabinieri della locale compagnia, i romeni avrebbero lanciato un’occhiata di troppo alle ragazza del luogo. Lo «sgarro» avrebbe provocato la reazione indispettita dei quattro salesi che hanno bloccato l’auto su cui si trovavano gli immigrati, una Fiat Stilo. Gli animi si sono immediatamente riscaldati e ne è nata un’accesa discussione. Il passaggio dalle parole ai fatti è stato breve: in pochi minuti sono volati spintoni, calci, pugni e sberle. I giovani salernitani hanno aggredito i romeni con un bastone, procurando loro, per fortuna, solo leggere ferite. Non contenti però si sono accaniti contro l’auto e, sempre a colpi di bastone, hanno continuato a sfogare la loro rabbia danneggiandola seriamente. Sul posto della lite poco dopo si sono recati i carabinieri che hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili dell’aggressione. I militari, nell’arco di qualche ora, sono riusciti ad identificare gli aggressori. Li hanno quindi prelevati dalle rispettive abitazioni e condotti in caserma dove sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Sala Consilina. I giovani protagonisti della lite si sono recati tutti al pronto soccorso del vicino ospedale di Polla. Lievi, comunque, le ferite e gli ematomi riscontrati per ciascuno di loro, giudicati guaribili tra i 5 ed i 10 giorni.

fonte: corrieredelmezzogiorno.it

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