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Indagine Ecosistema Rischio 2009: il 99% dei comuni della provincia è a rischio

di Redazione

In una conferenza stampa svoltasi a Napoli, sono stati presentati i dati emersi dall’indagine Ecosistema Rischio 2009, curata da Operazioni Fiumi, la campagna di sensibilizzazione e prevenzione riguardante il rischio idrogeologico, voluta da Legambiente e dal Dipartimento della Protezione Civile. I risultati divulgati rappresentano un’inequivocabile segnale di allarme: l’86% dei comuni campani sono considerati a rischio idrogeologico. La provincia più esposta al dissesto è quella di Salerno, in cui il 99% dei comuni è a rischio. L’81% per cento delle amministrazioni che hanno risposto alle interviste ha abitazioni nelle aree golenali, negli alvei dei fiumi e nelle aree a rischio frana; il 25% presenta addirittura interi quartieri nelle zone a rischio, mentre il 44% ha edificato in tali aree strutture e fabbricati industriali, con grave rischio non solo per l’incolumità dei dipendenti ma anche per eventuali sversamenti di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni. E non è tutto: nel 23% delle situazioni analizzate sono presenti strutture sensibili in zone esposte a pericolo; ci sono scuole, ospedali, alberghi e campeggi.

La fotografia della situazione attuale, fornita da questi dati, è impietosa. Ciò che risulta chiaro è che si costruisce dove si vuole, non ci sono regole che tengano contro l’incuria, la mancanza totale di salvaguardia del territorio e di salvaguardia della salute e dell’incolumità delle persone. La tutela del territorio continua ad essere delegata al cemento. Poi si verificano le frane, i disastri. Magari muore qualcuno. Tragedie annunciate, si dice. Ci si indigna. Per tre giorni. Poi si lo scempio continua, tra il costruire senza logica e il condonare senza ritegno. Fino al disastro successivo.

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