Don Vincenzo Federico per la prima volta sul caso dei migranti: «Limpidi e trasparenti rispetto ad accusa»

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E’ la prima volta che don Vincenzo Federico, responsabile regionale della Caritas, si apre sulla vicenda migranti che lo vede indagato. Sceglie la serata dedicata al premio don Giovanni Iantorno, che si è svolta a Sapri martedì scorso, per farlo pubblicamente. Un evento, quello del Premio, che quest’anno ha puntato i riflettori sui migranti, il premio infatti è andato alla gente di Lampedusa, attraverso il suo sindaco Giusi Nicolini, «per il grande impegno organizzativo e umanitario profuso nell’accoglienza dei migranti». «Lo stile di vita dei cittadini di Lampedusa e Linosa – ha spiegato l’organizzazione – è l’orgoglio della nazione italiana e di tutti gli uomini di buona volontà che si sentono custodi del Creato e portatori di valori universali».

Durante la cerimonia di premiazione sul palco è salito don Vincenzo Federico, indagato per peculato nell’ambito dell’inchiesta della procura di Napoli sulla truffa dei migranti che ha portato in carcere Alfonso De Martino e Rosa Carnevale, di una onlus di Pozzuoli. Secondo il provvisorio capo di imputazione, al parroco del Vallo di Diano non sarebbe contestata la mancata consegna dei ticket money agli immigrati (del valore di 2,50 euro al giorno) ma la spendita dei detti ticket money in schede telefoniche, come ha chiarito successivamente il legale. 

«Un’indagine che non è ancora conclusa, – ha chiarito sul palco don Vincenzo – siamo limpidi e trasparenti rispetto a questa accusa che ci viene mossa». Poi ha spiegato che il ministero del Lavoro e degli Affari Sociali di recente «ha presentato a Bruxelles l’esperienza dei minori stranieri non accompagnati, che abbiamo vissuto a Padula, come esperienza pilota nazionale. Questo nessuno lo sa, nessuno lo ha detto, – ha aggiunto il parroco – e al di là delle convenzioni con lo Stato, la nostra diocesi dà tante risorse economiche e umane per completare questo percorso e accompagnare in maniera più significativa e profonda la vita di queste persone».

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