Eboli, il sindaco si batte per la riapertura dei reparti: «Ostetricia e Pediatria le priorità»

Il sindaco di Eboli, Massimo Cariello, ha sollecitato la riapertura dei reparti di Pediatria e di Ostetricia dell’ospedale di Eboli, chiusi entrambi a giungo del 2014. Al Santa Maria Addolorata di Eboli è da un anno attivo soltanto il reparto di ginecologia per i ricoveri ordinari e in day surgery. «Il nostro ospedale ha bisogno di ossigeno – dichiara il sindaco -. Con la riapertura dei reparti Ostetricia e Pediatria e con l’attivazione del servizio di fecondazione assistita, il nostro nosocomio può tornare alla sua funzione di eccellenza storica. Chiedo al commissario straordinario della Asl Salerno, Antonio Postiglione, ed al presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, di farsi promotori, insieme con me e con l’amministrazione comunale ebolitana, di questa vertenza». Il segnale lanciato dal sindaco non è chiaramente a nome della sola amministrazione, ma va in sostegno alle madri che aspettano dei bambini e alle famiglie con bimbi piccoli che da quando i reparti sono stati chiusi hanno riscontrato delle enormi difficoltà e problematicità. «L’impegno ed il sostegno da parte del comune ci sono, continueremo a stare al fianco del comitato spontaneo delle mamme, a sostenere le loro iniziative e nell’attesa di andare verso la realizzazione dell’Ospedale Unico siamo certi che si può e si deve recuperare i due reparti ospedalieri che, tra le altre cose, sono stati trasferiti a Battipaglia senza un vero e proprio provvedimento da parte della Asl Salerno», sottolinea il primo cittadino di Eboli. In questa nuova ‘battaglia’ per la sanità e per l’ospedale, Il sindaco Cariello si fa, ancora una volta, promotore di una richiesta che cambierebbe nuovamente le sorti della sanità ebolitana, perché riportare il Santa Maria Addolorata al suo prestigio storico, almeno fino alla costruzione dell’Ospedale Unico della Valle del Sele, è ormai una necessità.  «Il comitato spontaneo delle mamme si è sempre battuto, notte e giorno, per difendere le sorti del nostro nosocomio e per scongiurare il trasferimento di due reparti di eccellenza. Ringrazio il presidente e le attiviste per tutto l’impegno profuso e rinnovo la mia vicinanza personale ed istituzionale. Il nostro ospedale – conclude Cariello  – non può essere secondo a nessuno».

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