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Cosentino sbatte la porta, si dimette da sottosegretario e da coordinatore del pdl campano

di Maria Antonia Coppola

Nicola Cosentino sbatte la porta. Il numero uno del popolo delle libertà in Campania, la persona che ha guidato il centro destra nelle vittorie alle politiche del 2008 e alle provinciali del 2009, si è dimesso da coordinatore regionale del partito e da sottosegretario all’economia. Lo ha comunicato ai tre coordinatori nazionali del partito, Bondi, Verdini e La Russa, dopo che, ancora una volta, è stato ribadito che sarà Domenico Zinzi, dell’Udc, il candidato presidente alle prossime elezioni provinciali di Caserta. Le dimissioni erano già nell’aria nella giornata di ieri quando l’accordo era stato sancito. Poi una visita di Cosentino a Berlusconi a palazzo Grazioli, sembrava potesse calmare gli animi. Il premier ed il sottosegretario si sono parlati per circa un’ora e Cosentino ne era uscito abbastanza rinfrancato. Ma poi in serata una nota di Pierferdinado Casini, nella quale si ribadiva che l’accordo c’era anche per Caserta e che era stato sancito da Silvio Berlusconi e Lorenzo Cesa, ha riaperto la ferita. Cosentino ci teneva particolarmente la provincia di Caserta, in quanto è la sua terra e la sua ascesa politica è iniziata proprio da lì. Non poteva e non voleva consegnare la provincia ad un esponente dell’Udc che avrebbe vinto con i suoi voti. Per tutta la giornata di oggi si sono rincorse notizie di dimissioni e smentite ma poi è stato lo stesso Cosentino a mettere la parola fine sulla vicenda. Caserta era il limite invalicabile che non doveva essere superato. L’ex sottosegretario, da oggi solo un semplice deputato, qualche mese fa aveva rinunciato a correre come candidato governatore della Campania. L’Udc non avrebbe mai stretto un accordo con il pdl se il candidato aveva problemi giudiziari, legati al reato di associazione esterna alla camorra. C’è da dire che le parole sia di Casini che di altri esponenti del partito, erano state accolte con un sospiro di sollievo da tutta quella parte del pdl che vedeva Cosentino come il fumo negli occhi. Ricordiamo che l’ex sottosegretario, negli anni scorsi, aveva sottoposto Forza Italia prima ed il Pdl dopo ad un vero e proprio repulist. I Berlusconiani della prima ora, come ad esempio, Antonio Martusciello, non erano stati neanche ricandidati alle politiche del 2008. L’ex sottosegretario li accusava non velatamente di aver stretto un patto di non belligeranza con Antonio Bassolino e, quindi, un po’ alla volta li aveva estromessi. Ma quella strategia anche se pericolosa, si era rivelata vincente ed, infatti, Cosentino aveva vinto due turni elettorali molto importanti. Ironia della sorta, nell’ultimo, quello delle provinciale dello scorso anno, aveva trionfato proprio stringendo un accordo con l’Udc e con Ciriaco De Mita. Ma ora proprio lo scudo crociato è stato la causa della decisione di lasciare la mano. Sicuramente, anche se solo nelle segrete stanze, in molti nello stesso pdl campano, staranno esultando. Ma bisogna stare molto attenti perché, Nicola Cosentino, si è rivelato una vera e propria macchina da guerra per conquistarsi il consenso elettorale. A questo punto sarà difficile, molto difficile che Stefano Caldoro lo avrà al suo fianco. E, senza di lui, le cose potrebbero prendere una piega veramente diversa.

 

fonte:retesei

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