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«Ora siamo con De Luca», anche gli intellettuali si schierano con il sindaco di Salerno

di Maria Antonia Coppola

Qualcuno tentenna, qualcun altro preferisce non esporsi pubblicamente e qualcun altro ancora manifesta grande imbarazzo. La maggior parte, però, ha decisamente cambiato idea. Ecco le «100 firme dal mondo della cultura» che appena quattro anni fa sottoscrissero un documento «per Alfonso Andria sindaco» contro Vincenzo De Luca. Era l’epoca della contrapposizione feroce tra i due candidati sindaco del centrosinistra lacerato e gli intellettuali, ad eccezione di quei pochi tra cui Paolo Apolito che accettò l’incarico di De Luca come consulente per le politiche giovanili, si schierarono apertamente dalla parte di Andria. De Luca non ci pensò due volte a liquidare in tv i suoi oppositori come «guardamacchine».

Altri tempi. Che stanno come l’era paleozoica a quella moderna. Dopo Andria è come se anche gli intellettuali, non tutti però, avessero abbracciato De Luca. Fine delle ostilità. «Voto De Luca indipendentemente dal comportamento di Andria – tiene a precisare Fanio Aiello, delegato del rettore Pasquino allla mobilità studentesca internazionale e terzo dei firmatari, in rigoroso ordine alfabetico, dopo Pino Acocella e Massimo Adinolfi – mi rifaccio a quello che De Luca ha fatto fino ad oggi: il giudizio non può che essere favorevole». Sulla stessa lunghezza d’onda l’architetto Nuccio Spirito che fu con Giuseppe Cacciatore e Emilio D’Agostino (passato alla corte di De Mita) il promotore del Gruppo dei Trenta nato per vigilare sulle scelte urbanistiche della città: «Faccio la scelta più razionale, voto per De Luca. Credo che sia il più adatto per risolvere da governatore i problemi della Campania. È una scelta molto utilitaristica per noi tutti». Il sindaco Vincenzo De Luca con il consulente alle politiche giovanili, Paolo Apolito, all’inaugurazione della Casa dei creativi Dall’Università di Siena, dove da due anni dirige la scuola di specializzazione in storia dell’arte, Massimo Bignardi circoscrive l’appello di quattro anni fa a «un episodio». «Bisognava tragicamente scegliere tra due candidati – riflette – due emergenti della politica salernitana che oggi hanno capito che solo facendo squadra si può puntare allo sviluppo».

Anche Bignardi, che nel 1993 fu addirittura candidato sindaco di Rifondazione in opposizione a De Luca, non ha dubbi: «Sono ben disposto alla novità, basta acqua stagnante. Voto De Luca che ormai è diventato più popolare fuori che nella sua città. Molti miei colleghi toscani hanno accolto con soddisfazione la notizia della sua candidatura» Bignardi non si ferma qui e aggiunge: «Solo per ritrosia non ho scritto a De Luca per dirgli che grazie a lui torno a votare per la Regione dopo anni in cui ho preferito astenermi». E neppure sul Crescent il critico d’arte si smuove: «Anche il sindaco Luciani nel 1872 fu attaccato per la realizzazione del teatro Verdi, De Luca fa bene ad inventarsi nuove strategie urbanistiche e architettoniche. Molti schieramenti a lui opposti sono dovuti a preconcetti».

Altro firmatario, altra sorpresa: Giso Amendola junior, il docente universitario che manifestò in piazza con i ragazzi del Laboratorio Diana quando nel febbraio 2007 furono sfrattati dall’auditorium San Giovanni di Dio di via Portacatena. «Penso che la situazione sia molto cambiata rispetto ad allora – esordisce – De Luca è il candidato più realistico che poteva scendere in campo. C’è il problema dello stile da sindaco-sceriffo, come dice Vendola, che lascia molto perplessi. Ma credo che può cambiare. D’altra parte ha cominciato bene: incontrando la comunità senegalese e sostenendo una tesi legittimissima al congresso dell’Italia dei Valori».


Restano perplessi Ravveduto e Cantillo

Posizioni meno entusiaste, infine, quelle del filosofo Pino Cantillo e Marcello Ravveduto, ricercatore alla Sapienza di Roma. Anche loro tra le «100 firme dal mondo della cultura per Andria»: «Sono sempre stato di sinistra – dice Cantillo – sono coerente e appoggio chi ha idee socialiste e di sinistra. Non mi è piaciuto però l’atteggiamento di Andria con De Luca, l’ho trovato plateale». E Ravveduto: «Chi voterò? Sicuramente il candidato del centrosinistra, potrebbe essere anche Emma Bonino dal momento che sono in attesa del cambio di residenza». Fuori dalla lista pro Andria («non me lo chiesero nemmeno»), Luigi Rossi, preside di Scienze politiche, avverte: «Non vado a votare fino a quando non cambia la legge elettorale. Sui candidati mi limito ad un’espressione vangelica: "dai loro frutti li riconoscerete"».

 

fonte:  Corriere del Mezzogiorno.it

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