Emergenza viabilità su Rai 1, nel Cilento interi paesi isolati: «Provincia e regione scaricano responsabilità»

Vivere nell’alto Cilento implica una volontà d’animo non indifferente, le infrastrutture sono al collasso e i servizi sempre più scadenti, o per meglio dire ‘inesistenti’. Nella puntata di Uno Mattina a Conti Fatti, andata in onda giovedì mattina sull’emittente Rai, l’assessore regionale ai lavori pubblici Cosenza ha parlato dello stato di degrado e di abbandono della strada provinciale 142 che collega Sacco al resto del mondo. Secondo l’assessore Cosenza il pericolo per l’incolumità degli abitanti di Sacco è tangibile e maggiore rispetto al comune di Roscigno; tuttavia resta un’amara certezza, ovvero da oltre 4 anni la strada risulta chiusa, pertanto Sacco è stato escluso dalle utenze Sita e da qualsiasi servizio. Il traffico è escluso anche alle ambulanze e al servizio di trasporto ordinario scolastico, gli abitanti di Sacco in questi anni hanno dovuto provvedere personalmente a tutte le inefficienze statali. 

Il consigliere di minoranza comunale ‘Tonino Luisi’ ha raggiunto telefonicamente il nostro giornale per esprimere indignazione per quanto detto dall’assessore regionale ed ha affidato alle nostre pagine il suo rammarico: «Solo perché siamo 400 abitanti non possiamo essere esclusi dal mondo, quella strada è pericolosissima e per quanto il manto stradale sia in buono stato, il pericolo maggiore è dato dal costone roccioso instabile. Per necessità usiamo ugualmente la strada, altrimenti resteremmo chiusi nel nostro paese e ogni qualvolta percorro quella strada, consapevole del pericolo a cui vado incontro, non posso far null’altro che affidarmi alla benevolenza divina».

«Provincia e regione vicendevolmente si scaricano responsabilità, non riescono ad affrontare un problema reale, rimandano costantemente tutto a tempi migliori. Il comune di Sacco non può più aspettare, di questo passo nessuno potrà più avere la ‘volontà’ di abitarci. Vivere a Sacco, come a Roscigno, vuol dire rischiare di perdere la vita stessa, ed è inutile parlare sviluppo nelle aree rurali quando non si ha la certezza di sopravvivere. Attualmente la scarpata è inclinata e la falda scorre velocemente a monte, il terreno è costituito da fondi argillosi e la presenza dell’acqua aumenta il pericolo.  Si parla di progetti e quant’altro, ma un piano reale per la zona è ancora da fare e agli abitanti di questi borghi non resta null’altro che sgranare il rosario» conclude Luisi.