Esondazione del Sele, colture e cultura sott’acqua: partiti i lavori e chiesto stato di calamità

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Esondazione del Sele, colture e cultura sott’acqua: partiti i lavori e chiesto stato di calamità

Terreni e aziende allagati e acqua fin nella struttura che ospita il Museo narrante. Danni alle colture e alla cultura in tutto il territorio di Capaccio, messo in ginocchio dalla furia del maltempo dei giorni scorsi. Intanto sono partiti questa mattina i lavori di somma urgenza per riparare l’argine del fiume Sele nel punto di rottura. I lavori sono effettuati dal genio civile con il supporto dei tecnici comunali e con un finanziamento di 100 mila euro stanziati dalla Regione Campania. Lavori partiti, come richiesto dal sindaco Italo Voza, immediatamente, ad appena due giorni dall’esondazione. Fissata per mercoledì 4 febbraio, alle 9.30, la conferenza dei servizi in Prefettura che era stata chiesta dal sindaco Italo Voza per discutere del progetto, del valore di 15 milioni di euro, di manutenzione e di pulizia degli argini e dell’alveo del fiume Sele, a cui sono invitati anche Genio Civile, Autorità di Bacino, Riserva Sele-Tanagro, Consorzi di bonifica Destra e Sinistra Sele. La giunta comunale, intanto, ha già approvato una delibera per chiedere lo stato di calamità naturale. Da tre giorni numerose squadre di protezione civile (di Capaccio Paestum, della Regione e di altri comuni), vigili del fuoco, polizia municipale, carabinieri e semplici volontari, lavorano per aiutare le persone colpite dall’alluvione. Nonostante la sua ambulanza sia stata dislocata altrove, non stanno facendo mancare il loro sostegno i volontari della Croce Rossa di Capaccio Paestum, sempre presenti fin dai primi minuti dell’alluvione. Domani partiranno anche i lavori di pulizia del Museo Narrante che saranno effettuati dagli operai della Sele Calore.

Dati La superficie allagata si estende per 1.297,92 ettari, pari a 12,57 chilometri quadrati. I danni, ingenti, oltre che le abitazioni, riguardano soprattutto le colture. Grazie alla tempestività della protezione civile, non è stato perso nemmeno un capo bufalino, sebbene in zona vi siano circa 2000 bufale.

Richieste di risarcimento Le richieste di riconoscimento dei danni vanno presentate entro sette giorni dall’evento alluvionale. Bisogna recarsi presso la sede della protezione civile (accanto alla chiesa di Santa Maria Goretti a Gromola) muniti di carta d’identità e codice fiscale,  martedì 3 e giovedì 5 dalle 9 in poi. E’ preferibile fotografare i beni danneggiati dall’alluvione da allegare alle richieste di risarcimento.

Interrogazione del consigliere regionale Donato Pica Il consigliere regionale del Pd Donato Pica ha presentato un’interrogazione all’assessore alla Protezione Civile, Edoardo Cosenza, ed all’assessore all’Agricoltura, Daniela Nugnes, in merito alla precaria situazione delle infrastrutture rurali e delle aziende agricole causata dagli avversi eventi meteorologici degli ultimi giorni nella Piana del Sele. Nell’interrogazione Pica ha posto l’accento sulla necessità di un primo intervento finanziario per far fronte immediato alle criticità determinatesi, anche allo scopo di tutelare l’incolumità e la sicurezza dei cittadini. Infine, oltre a richiedere  quali iniziative siano state assunte rispetto all’emergenza verificatasi, Donato Pica «auspica l’istituzione  di un gruppo tecnico, di concerto tra le strutture della Protezione Civile e dell’Agricoltura, che vada a verificare le condizioni di precarietà evidenziate».

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