«Fanculo al direttore», il sindaco al giornale: «Non ero io a parlare ma lo zio del giornalista»

Dopo la pubblicazione di martedì mattina della notizia del sindaco di Orria che al telefono con il giornalista del giornale del Cilento avrebbe detto: «Dì al direttore che andasse a fanculo», il sindaco di Orria telefona al direttore del giornale. «Pronto – dice – sono Manlio De Feo, il sindaco di Orria, telefono per dirle che sono costretto a querelare per tutelare la mia immagine». Il direttore, che scrive, ha risposto: «Se sono queste le premesse alla telefonata, caro sindaco, la ringrazio per la comunicazione, saremo felici di incontrarci in tribunale». «Mi lasci dire il perchè – replica il sindaco – al telefono non ero io». «Se dice questo – aggiunge il direttore – lo considero ancora più grave per avere utilizzato una interposta persona senza specificarlo». Il sindaco aggiunge: «Chi parlava era lo zio del giornalista. Marco (il giornalista ndr) se ne sarebbe dovuto accorgere». Il giornalista contattato dal direttore ha dichiarato di non essersi assolutamente accorto che dall’altra parte del telefono ci fosse un’altra persona, conferma di avere chiamato al cellulare del sindaco e di essere tuttora convinto che la voce fosse quella del sindaco. Se qualcuno si è impossessato del telefono del sindaco parlando al suo posto, senza dirlo, non è dato saperlo a questa redazione. Resta il fatto che il giornalista non ha il dono della veggenza o della bilocazione, tantomeno un radar di riconoscimento vocale, che il numero di telefono contattato è quello del cellulare del sindaco, che il chiarimento non è giunto neppure a seguito di un ultimo messaggio inviato dal giornalista al cellulare del sindaco con il quale gli spiegava che avrebbe riferito il contenuto della telefonata intercorsa, alla redazione. 

 

Ecco l’intervista a cui De Feo non ha risposto

Gentile sindaco, le chiediamo di rispondere a questa intervista che il giornaledelcilento ha sottoposto ad altri sindaci del territorio cilentano con le stesse domande. Quelle che, ad avviso di questo giornale, fanno di una amministrazione un esempio di gestione giusta, consapevole e moderna del bene pubblico. Tenuto conto che le risposte che lei gentilmente, siamo fiduciosi, ci darà, saranno lette e sottoposte quindi a verifica dei suoi cittadini che leggono questo quotidiano e lo commentano, la preghiamo di essere quanto più preciso possibile, esprimendo metri, dati, iniziative e luoghi precisi. Per dovere di informazione a cui dobbiamo giocoforza sottostare, è fatto d’obbligo per noi informarla che dopo dieci giorni dall’invio di questa intervista (tempo considerato congruo rispetto all’importanza che assume e agli impegni di un sindaco), in caso di mancata risposta, pubblicheremo le domande che le abbiamo sottoposto, purtroppo, senza che i suoi cittadini possano conoscere le informazioni che le abbiamo chiesto, a differenza di quei cittadini che invece vedranno il proprio sindaco disponibile a informarli.  Se necessita di qualche giorno in più per motivi di ferie o altro la preghiamo di scriverci nella mail indicando la data entro cui ci darà le risposte scritte. Grazie. Ecco l’intervista.

Quanta parta di area verde, intesa come parchi, giardini o altro, nel senso proprio di chilometri quadrati, c’è nel suo comune in rapporto al resto del territorio comunale? 

A quando risale l’ultimo censimento verde (conteggio di metri quadri di verde pubblico, staccionate, tipologie di alberi, piante varie e servizi offerti all’interno di queste aree)? E cosa dice, in sintesi, il censimento?

Di quante persone è composto la squadra di tecnici del verde e della manutenzione del Comune? Quante volte al mese viene tagliata l’erba del bordo strada e quella di giardini, parchi e aiuole? 

In questo momento quanta parte di staccionata è integra lungo tutto il territorio comunale e quanta parte richiede di essere aggiustata? Quando sarà compiuto l’intervento?

Sindaco quanta parte della sua giornata dedica a passeggiare a piedi o andare in bici tra i vicoli, le strade e le campagne del suo territorio? Con quale mezzo raggiunge la sede del Comune? Quali e quanti sono gli angoli di degrado, i segni di incuria, che rileva allo sguardo ogni giorno mentre cammina? A chi li segnala? Quanti di questi risolve settimanalmente? 

Sindaco di quanto è diventato più bello il suo paese e i paesi del suo comune da quando amministra lei? Cosa è possibile apprezzare come segno di cura, rigore e manutenzione del suo territorio?

A che punto è la differenziata e come è riuscito a tradurla in incasso economico per il suo Comune? Di quanto?

Il suo territorio prevede un piano del colore per le strutture e case? Se no, di quanti colori si compongono le facciate e gli infissi delle abitazioni e delle strutture del suo paese? Qual’è il grado di tolleranza della sua amministrazione? Quante strutture non hanno neanche l’intonaco ma si vedono mattoni forati, cemento e tondini di ferro arrugginiti? Su quante di queste è già intervenuto? 

Quante campagne che compongono il paesaggio del suo territorio comunale sono curate e messe in cultura? Quante invece sono abbandonate? In quanta parte di questa si lascia crescere indisturbata ogni forma di erbaccia? In quante di queste insistono vecchi capanni, o parcheggi o ricettacoli di materiali in disuso e ogni forma di utensile, attrezzature e altro tali da farle apparire come segni evidenti di degrado e incuria se non persino come discariche a cielo aperto? Li ha mappati? Quanto tempo offre in media ai proprietari per il ripristino dei luoghi e in quanto tempo interviene lei invece con denuncia per danno paesaggistico e ambientale o con iniziative in collaborazione con privati per ripristino? 

Che tipo di iniziative esistono nel suo comune per l’auto-organizzazione della cura e della manutenzione dei quartieri e delle aree da parte dei cittadini? Con quali risultati?

Lei è di quei sindaci che credono che per fare le cose perbene occorrono soldi e finanziamenti oppure è tra quelli che sostengono che senza soldi e finanziamenti si possono fare moltissime cose e trasformare un paese? Se la risposta è la seconda, quante opere ha realizzato senza finanziamenti e soldi ma con la sua creatività e il protagonismo della gente? E quali?

Quante opere e iniziative portano la firma unitaria di maggioranza e opposizione perchè, a prescindere dalle resistenze della sua opposizione, lei è riuscito comunque a renderla protagonista? 

Quanta energia si autogenera nel suo Comune grazie alle sue opere, qual’è il risparmio di energia nelle casse del Comune attualmente grazie ai suoi interventi?

Quanti edifici scolastici e asili è riuscito ad accorpare nel suo comune e di quanto è migliorato il servizio di trasporto scolastico dei bus che accompagnano i ragazzi delle varie frazioni negli edifici scolastici che ha accorpato?

Come funziona l’energia e la manutenzione di aree verdi, palestre, aule, nei suoi istituti scolastici e asili? Ci sono doppi vetri, coibentazioni e impianti di energia ecosostenibile e a risparmio energetico?

Quanta parte del centro abitato è, tutto l’anno, area pedonale e pavimentata? La pavimentazione è integra o presenta buche e segni di incuria? In quanta parte? Con quali tempi di intervento?

Il bitume, il catrame, quando viene rinnovato sulle strade prevede il taglio rettangolare e preciso di quello vecchio per la sostituzione regolare e geometrica, oppure viene collocato a chiazze, con sbavature sui margini e segnaletica orizzontale non precisa?

Come valuta il sito internet del suo Comune? Quanta parte delle informazioni pubbliche vengono rese disponibili? Quanto tempo impiegano i consiglieri di opposizione e qualunque cittadino del suo Comune ad avere accesso a qualsiasi atto di cui fanno richiesta? Quanto personale dipendente del Comune è addetto all’aggiornamento quotidiano del sito internet? Quanti contenuti ogni giorno vengono inseriti e di che natura? Quanta parte della burocrazia si svolge on line rispetto a quella che prevede la presenza del richiedente nella sede del Comune? 

Che voto si darebbe, in sincerità, per la sensibilità che avverte su questi temi e per i risultati che ha ottenuto? E che voto darebbe poi, in sincerità alla sua popolazione per la stessa ragione? Che voto, infine, crede che i suoi cittadini le danno su questi temi?

Articoli collegati:  Intervista fissa a tutti i sindaci del Cilento, Pisapia: «Sul bello o ambiente ci diamo un 7 di incoraggiamento». Ecco le risposte date e quelle mancate  

Il sindaco di Novi Velia Maria Ricchiuti non risponde, negata ai cittadini la possibilità di conoscere cosa vuole fare. Voto 4 al sindaco Pisapia

Orria, sindaco a giornalista: «Di al direttore che andasse a fanculo». Continua l’intervista fissa ai sindaci del Cilento

 

 



©Riproduzione riservata