Film su Vassallo, Tarallo: «La figura di Angelo come una favola ma non è così»

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Attraverso una nota su Facebook, Peppe Tarallo (in foto), ex presidente del Parco nazionale del Cilento ed ex sindaco di Montecorice, sottolinea «la favola sulla quale si starebbe costruendo la figura di Angelo Vassallo» con la fiction realizzata da Rai Uno, spiegando che «solo raccontando la verità si potrà ottenere giustizia per la sua morte». «So che non saró popolare né simpatico a non condividere questa straboccante pubblicitá del film o meglio della fiction che sta per andare in onda su Rai1 in prima serata. – scrive Tarallo – Chi ha seguito le mie note e conosce il mio pensiero sa come la penso in merito,anche se qualche volta ho usato qualche tono esagerato col quale cercavo di aprire la strada alla veritá e squarciare la ‘cappa’ del mito imperante e straripante che a mio parere non rende l’immagine di Angelo quale é stato in realtá».

La nota «Sia chiaro non pretendo che il mio punto di vista sia considerata la verità e sono sicuro di essere, in questa occasione, come spesso mi capita il solo a dire (ma non a pensare) quello che vado anche scrivendo. Sia chiaro altrettanto che il mio intento non é quello di ‘screditare’ un mito nazionale e che anzi ha varcato da subito le frontiere del paese: so bene che un mito non puó essere scalzato da quattro note o da qualcuno che sembra parlare nel deserto: la figura di Angelo, alla quale mi piacerebbe tanto credere,la si sta costruendo come una favola che si autoalimenta e che ormai prescinde quasi del tutto dalla sua base storica e reale. Ed é una favola, é un mito, che cosí come raccontato non puó che far bene in un paese come il nostro dove la politica, la brutta politica e i suoi personaggi, ai vari livelli, sono sempre peggiori,inguardabili,quasi da ribrezzo, mentre esempi di bella politica é raro trovarne (per fortuna ora ci sono tanti comuni virtuosi o tanta bella politica tra la gente che ogni giorno fa e prova a cambiare la vita e la societá cominciando da sé e dalla propria comunitá). «La mia preoccupazione – continua Tarallo nella sua nota – é che i miti reggono ma prima o poi possono anche crollare alla luce di veritá scomode o neanche sospettate o preventivate e per quanto possa resistere ancora sará come un uccello che non riesce a volare perché le ali saranno pesanti di veritá,o ferite,tarpate. E se dovesse succedere (la veritá prima o poi viene a galla) la eventuale caduta del mito fará ancora piú danni nella coscienza e nell’immaginazione della gente». 

Pregi e difetti di Angelo «Angelo é stato un grande amministratore e ha avuto grandi pregi e non pochi meriti e anche un caratteraccio che a volte ci voleva ma non poche volte sfociava nell’arroganza, nella strafottenza, nella presunzione. – dice Tarallo – Ma pensare che sia stato solo ‘rose e fiori’ é un errore madornale, una mistificazione che non potrá reggere sempre. E non mi riferisco solo al suo caratteraccio noooo… ma proprio al mancato rispetto della legalitá, alle odiose discriminazioni che operava tra amici e nemici o avversari, al mancato impegno aperto e incrollabile contro la camorra o la malavita organizzata mentre ancora campeggiano nella pubblicitá del film parole come mafia o camorra che lui avrebbe avversato. Quando, in quale occasione?». Poi continua: «Io non conosco il film che qui dal Brasile non riusciró a vedere né ho letto il libro che mi riprometto di leggere e che non ho comprato perché la fonte é il fratello che tra l’altro viveva e vive a Roma e di cui apprezzo lo sforzo che fa per onorare la memoria e l’immagine di suo fratello cosí orrendamente e barbaramente ucciso,massacrato. Quindi lungi da me contrastare l’onda mediatica e il suo mito che vorrei non ci sia mai niente che lo metta in discussione ma come persona che lo ha conosciuto e con lui ha avuto non poco a che fare aiutandolo spesso e volentieri piú di quanto non si creda (ormai passo come un suo nemico) io parlo, dico e scrivo a futura memoria, perché sento l’obbligo morale di dirla,la veritá,almeno quella che so essere tale o in alcuni casi,mi puó sembrare tale».

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Conclude «E la verità é d’obbligo tanto piú che la sua é stata una morte che aspetta ancora giustizia e la verita é la via per ottenerla: la verità per quanto dura possa essere o sembrare: essa non verrá mai fuori da finzioni o miti che invece possono solo coprire, oscurare e allontanare, perfino scoraggiarla. Tra oggi e domani in occasione della messa in onda scriveró una mia nota sul sindaco pescatore, tra realtá e fiction, tra storia e mito alla luce di 2 fatti che la cronaca ci ha consegnato legati alla sua figura: 1) il recente sequestro dell’insediamento turistico-ricettivo (tra l’altro in odore di camorra) a Pioppi per la cui realizzazione di fatto si era battuto presentando e facendo accogliere dalla Regione ‘amica’ un’osservazione al Piano del Parco per l’area in questione in maniera che lo consentisse; 2) e il caso Mastrogiovanni in quanto fu lui a promuovere e firmare l’ordinanza di TSO che lo portó alla morte».

Il post dell’ex presidente Intanto sul profilo Facebook dell’ex presidente del Parco, Tarallo, al post in cui ha riportato il suo pensiero al riguardo, non sono mancati i commenti. Per lo più utenti che condividono quanto scritto. Poi lo stesso Tarallo chiarisce in conclusione a un commento: «Se cade o no il mito e sulle conseguenze che avrebbe non é mia responsabilitá. Anch’io vorrei augurarmi che vengano confermate le cose e i tratti che ne hanno fatto e fanno un mito, ma ne dubito».

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