Filomena Lamberti incontra Casaletto Spartano: «Non riconosco il mio volto ma sono una donna libera»

di Redazione

«Quando mi hanno chiesto cosa provassi guardandomi ora allo specchio, ho risposto di non riconoscere più il mio volto, ma di aver trovato la mia libertà, finalmente». Dice Filomena Lamberti, vittima di violenza da parte dell’ex marito, che ha pagato sulla sua pelle il coraggio di dirgli che voleva separarsi da lui. La donna, salernitana, madre di tre figli, porta sul volto e nell’anima le tracce di un matrimonio di dolore, privazioni e violenze, durato trent’anni. Ha raccontato le sue sofferenze e la sua esperienza a Casaletto Spartano, il 27 agosto, all’Oasi dei Capelli di Venere, ospite dell’associazione ApertaMente Casaletto. Lo ha fatto attraverso il suo libro, “Un’altra vita” che non è un romanzo ma il coraggio di testimoniare, insieme a Fausta Angrisani, responsabile Centro antiviolenza “Linea rosa” di Spazio donna, e Alessandra Ruocco, coordinatrice Centro antiviolenza Ambito s9 – Consorzio La Rada.

Ad organizzare l’importante evento di sensibilizzazione è stata l’associazione Apertamente Casaletto presieduta da Rosa Lovisi, insieme all’amministrazione comunale, retta dal sindaco Concetta Amato, che hanno ringraziato Filomena Lamberti per aver accolto l’invito e per la sua preziosa testimonianza, una via crucis tra violenze, denunce mai ascoltate fino al gesto criminale del marito che l’ha sfigurata con l’acido utilizzato per sturare i tubi dei lavandini. Erano le 4 del mattino del 28 maggio 2012. Vittorio Giordano, l’ex marito geloso e possessivo, ha patteggiato una pena di 18 mesi di reclusione per lesioni personali ed è tornato a lavorare nella pescheria, dove lavorava anche Filomena.

«La sua testimonianza deve essere un invito a non arrendersi alla violenza e che non è mai troppo tardi per vivere la propria vita liberamente. – ha spiegato Alessandra Ruocco, coordinatrice Centro antiviolenza Ambito s9 – Consorzio La Rada – Le strategie di controllo da parte del maltrattante e l’isolamento dalla società che ne deriva per la donna, sono dei segnali gravissimi di violenza», ha aggiunto ricordando che i dati della violenza sulle donne nel basso Cilento sono aumentati in modo allarmante, il 60% rispetto al 2019 e ribadendo che c’è un centro antiviolenza a Sapri che dal 2016 ha aperto le sue porte per garantire assistenza e sostegno a favore delle donne in difficoltà oppure coinvolte in situazioni di violenza e maltrattamento.

Fausta Angrisani, responsabile Centro antiviolenza “Linea rosa” di Spazio donna di Salerno,  ha spiegato il ruolo importante del Cav nel percorso di una donna vittima di violenza, che non ha fiducia negli altri e in se stessa, è destrutturata e deve vedere uno spiraglio. «Quando Filomena è entrata nel centro non è cambiata solo la sua vita ma anche la nostra. Ha manifestato l’intenzione di portare la sua testimonianza sperando che la propria esperienza spinga altre donne a riflettere e a reagire prima che l’irreparabile si compia». Così è nato anche il libro.

«Sono rimasta tanti anni con lui per i miei figli, sperando che cambiasse. Ma non cambiano mai», ha aggiunto Filomena, accompagnata a Casaletto anche dall’avvocata di Spazio Donna Adele De Notaris, intervenuta a margine dell’incontro.

Tanti i presenti all’evento, moderato dalla giornalista Marianna Vallone, e concluso tra le note di Miriam Simoni e Rosanna Rosso: tra loro anche la madre e la sorella di Pierangela Gareffa, la donna di Vibonati uccisa dal marito nel novembre 2014, a cui il pubblico ha rivolto un lungo applauso. Presenti anche il comandante dei Carabinieri della stazione di Casaletto Spartano, il maresciallo Raffaele Del Gaudio, il parroco don Simone Gentile e il comandante della Polizia Municipale Teresa Iudice, oltre ai tanti che hanno voluto incontrare Filomena, esempio di forza e grande tenacia.

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