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Ancora nessun intervento. E il sindaco chiede aiuto al Genio Militare

di Redazione

Pare proprio che non siano stati sufficienti i numerosi segnali d’allarme lanciati da Cesare Festa, sindaco di Pisciotta, in relazione alla gravissima situazione di dissesto idrogeologico che ormai da oltra due anni interessa il centro abitato e che minaccia di tramutarsi nell’ennesima "tragedia annunciata". Il primo cittadino ha inviato lettere alla Provincia, alla Regione, al Ministero, al Genio Civile e persino al Presidente del Consiglio Berlusconi; ha partecipato a tanti dei cosiddetti "tavoli", in cui di chiacchiere se ne fanno tatte, ma di decisioni concrete se ne prendono poche, stando ai fatti. E i fatti raccontano che nella zona di via Foresta, nei pressi dell’ufficio postale, lo stato dei luoghi è precario a dir poco: la frana insiste su un paio di edifici che rischiano seriamente di crollare e, secondo quanto affermano numerosi addetti ai lavori e molti di quelli che per esperienza conoscono bene l’evoluzione dell’evento franoso, rischiano di trascinare dietro di sè tanti altri edifici del centro abitato in un drammatico effetto-domino. Il dato incontestabile è che gli interventi di seria messa in sicurezza di questi luoghi dovrebbero essere una priorità assoluta, ma gli Enti territoriali latitano e nessuno sin’ora è riuscito ad assicurare che l’indispensabile opera di semiabbattimento degli edifici pericolanti fosse attuata. Lo scorso novembre sembrava si fosse giunti ad una svolta positiva, tardiva ma ovviamente ben accolta da tutti, soprattuto da coloro che in via Foresta ci abitano e, allo stato attuale, rischiano la vita. Nell’ennesimo tavolo organizzato in Provincia, era stato deciso che il Genio Civile si sarebbe occupato del progetto e il relativo decreto di finanziamento sarebbe stato firmato dal responsabile della protezione civile provinciale ( si parlava di un investimento di 160 mila euro); il tutto sarebbe stato supervisionato dalla Provincia e dalla Regione. Al Comune di Pisciotta rimaneva il compito di approvare il progetto e dare i lavori ad una delle ditte specializzate in interventi del genere, tra quelle segnalate dal Genio Civile. Secondo l’iter previsto, i lavori dovevavo essere affidati lo scorso 30 novembre.

Non è andata proprio così. Nei giorni scorsi c’è stato una sorta di sopralluogo del presidente del Consiglio provinciale Eva Longo; in quell’ambito Cesare Festa ha riferito: " Spero che la presidente Longo possa sollecitare gli enti affinchè si arrivi all’intervento necessario. E’ il momento di eliminare questo che è un pericolo per la pubblica e privata incolumità. Fino a questo momento, le imprese che il Genio Civile ci aveva indicato non hanno presentato alcuna offerta; secondo me perchè la somma prevista per l’esecuzione di tale delicato intervento, pari a 28 mila euro, è stata ritenuta una somma incongrua per il lavoro da compiere. Se si doveva fare un intervento di 28 mila euro, l’avremmo coperto con i fondi comunali. Ci siano rivolti alle istituzioni superiori poichè riteniamo che per questo tipo di intervento occorrano somme sicuramente più consistenti e soprattutto tecnologie di alto livello. Qui si tratta di fare una parziale demolizione di edifici pericolanti; si rischia l’effeto-trascinamento. E le conseguenze sono spaventosamente imprevedibili. Stando così le cose, chiederò di attivare anche delle procedura straordinarie, come l’attivazione del Genio Militare. In questo senso farò una richiesta al Prefetto di Salerno. "

Dunque, secondo quanto afferma Festa, per risolvere una situazione così grave e minacciosa, è stata stanziata la ridicola somma di 28 mila euro. E, ovviamente, le ditte specializzate non ci pensano nemmeno a farsi avanti.

Eva Longo ha detto: "Il mio impegno è quello di immediatamente chiedere l’intervento della Provincia, per quanto le compete, ma pure della Regione e del Ministero. La somma di 28 mila euro è irrisoria, è inconcepibile pensare di risolvere la situazione con quei soldi."

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