Rischio Frane: in Campania e in particolare in provincia di Salerno sono tanti i comuni interessati

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Sono 5.500 i comuni italiani a rischio calamita’ naturali, rischio che aumenta nel sud e in Campania in particolare dove almeno 82 comuni sono costretti a rivedere subito i loro piani regolatori. Lo denuncia Antonio Coviello, docente nella Seconda Universita’ di Napoli ed esperto del CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRAT), all’indomani della tragedia che ha colpito il messinese. In una lettera indirizzata al presidente del consiglio Berlusconi, aggiunge il ricercatore, Guido Bertolaso ha tracciato ”i rischi di cinque possibili calamita’ naturali a cui l’Italia potrebbe andare incontro, tra cui un’eventuale eruzione del Vesuvio”. ”Le catastrofi naturali – spiega Coviello – costano allo Stato due miliardi all’anno. Un impegno che, in un Paese con un territorio in gran parte a rischio, potrebbe essere sostenuto piu’ efficacemente con una polizza assicurativa mista pubblico-privata, coperta a livello comunitario. Il denaro ‘risparmiato’ dallo Stato verrebbe cosi’ utilizzato per prevenire tali disastri, intervenendo con politiche di risk management sul territorio”. Secondo i dati ufficiali del ministero dell’Ambiente, sono a ”rischio elevato” calamita’ naturali l’89% dei comuni umbri, l’87% di quelli lucani, l’86% in Molise, il 71% in Liguria e Val d’Aosta, il 68% in Abruzzo, il 44% in Lombardia. Quanto alla Campania ci sono 291 comuni a rischio idrogeologico e 82 che devono subito rivedere i loro piani regolatori: otto in provincia di Napoli, sei in provincia di Avellino, quattordici in provincia di Benevento, quattro in provincia di Caserta, 50 nel Salernitano. Inoltre, circa 300 comuni necessitano un continuo monitoraggio per individuare eventuali rischi di calamita’ naturali legate a fenomeni di smottamenti e frane. 

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