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Pisciotta: due anni fa una frana, il sindaco denuncia “una serie di ritardi gravissimi”

di Redazione

Il dissesto idrogeologico a cui è soggetta la penisola italiana è un fenomeno che è tragicamente salito alla ribalta delle cronache dei giorni scorsi a causa del disastro di Messina. Disastro annunciato, a detta di molti. Ma problemi del genere riguardano seriamente pure il Cilento.

Il sindaco di Pisciotta, Cesare Festa, dice: "Se non si fa presto, il crollo potrebbe essere imminente. Potrebbe verificarsi un trascinamento dei fabbricati che gravitano sul movimento franoso". Si riferisce ad una frana che da un paio d’anni è lo spauracchio degli abitanti del paese cilentano; pare che la strada provinciale che attraversa il centro abitato possa essere inghiottita da un momento all’altro. Qualche mese fa fu evacuata un’abitazione interessata dall’evento franoso avvenuto in località Foresta, ma di interventi volti alla messa in sicurezza della zona neanche l’ombra. Per risolvere il problema della viabilità fu solo installato un ponte mobile a scavalco che costa 30 mila euro all’anno, pagati dalla Provincia.

"Devo denunciare una serie di ritardi gravissimi che mettono in pericolo la pubblica incolumità. Si era ipotizzato un abbattimento parziale dell’edificio per prevenire il crollo e l’eventuale coinvolgimento di altri fabbricati, ma nemmeno questo è stato possibile".

Esperti di tali questioni affermano che sarebbe importante rifare il tratto stradale, bonificare l’area, abbattere i due edifici pericolanti e rifare i sottoservizi, ma dal ministero dell’ambiente non si percepiscono cenni di assenso per un eventuale finanziamento. Già nello scorso mese di aprile Festa dichiarava: " Ho allertato tutti gli enti preposti, e tra gli altri, la Protezione Civile, il Genio Civile, il Ministero dell’Ambiente e la Provincia di Salerno. Ma non si e’ ancora visto nessuno."

Sta di fatto che Pisciotta affronterà un altro inverno in una condizione precaria, di oggetivo pericolo.

Il territorio su cui sorge Pisciotta è pieno di trappole. Nel 1909 le fu riservata una legge speciale per far fronte al dissesto idrogeologico; ora lavori in corso, strade deformate e vari dissesti sono cose con cui la gente del posto ha quasi imparato a convivere.

Tra le tante frane, una delle più note e "storiche" è quella della ferrovia, in località Rizzico. Si verificò più di vent’anni fa e, praticamente, non è stato fatto quasi nulla per sanare la situazione critica. Nel 1989 l’Anas per risolvere il problema della viabilità pensò di realizzare una variante a quel tratto della statale 447. Furono abbattuti 100 alberi di ulivo. Ancora oggi la strada non esiste, mentre la frana, seppur monitorata, è rimasta al suo posto. Nel frattempo la competenza è passata alla Provincia di Salerno. Il prossimo anno dovrebbero avviare i lavori ripartendo dai piloni in cemento armato della prima repubblica. Mentre la strada dissestata, ogni tanto, viene "sistemata" con un po’ di asfalto. E si tira avanti. Fino al prossimo disastro.

FONTE: corriere del mezzogiorno

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