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Frodi sui carburanti nel Vallo di Diano, sotto esame il materiale tecnologico sequestrato

di Pasquale Sorrentino

Si terranno oggi gli esami tecnici irripetibili in merito al materiale tecnologico sequestrato dalla Dda di Potenza nell’operazione “Febbre dell’oro nero”. Sono state oltre 60 le persone indagate per accuse varie sul traffico illecito di idrocarburi, trenta di loro raggiunte da custodie cautelari, di cui 15 in carcere. L’inchiesta ha svelato il triangolo criminale, estremamente pericoloso, tra casalesi, mafia tarantina e criminalità valdianese, portato alla luce dalle indagini congiunte di Guardia di Finanza di Salerno e Lecce, e dai carabinieri salernitani e della Compagnia di Sala Consilina. Gli elementi tecnologici sequestrati nel corso della lunga indagine saranno quindi esaminati nella giornata di oggi, potrebbero dare nuovi, importanti elementi, all’inchiesta.

Altra data estremamente importante è quella del 7 giorni quando il Riesame deciderà sul ricorso presentato dalla Procura di Potenza sull’associazione di stampo mafioso. Il Gip, infatti, non ha accolto l’associazione mafiosa per i partecipanti alla presunta azione criminale. Per quanto concerne gli arrestati, il Riesame ha confermato per quasi tutti la custodia cautelare iniziale, tranne per due arrestati di Sicignano degli Alburni, difesi dagli avvocati Leopoldo Catena e Alfonso Amato, entrambi andati ai domiciliari, per un professionista di Polla (anch’egli ai domiciliari) e per Massimo Petrullo che – per motivi di salute – è passato dal carcere ai domiciliari. L’imprenditore, secondo gli inquirenti al centro dell’organizzazione con Raffaele Diana e con Michele Cicala, è tutelato dai legali Nuccio Amodeo e Vincenzo Morriello.

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