Fusione dei parchi archeologici Paestum e Velia, Zuchtriegel: «Cambiamento epocale»

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di Marianna Vallone

«La parola esatta per me è fusione, non accorpamento. Affrontiamo questa nuova realtà come un cambiamento epocale anche per Paestum, come per Velia. Il Parco archeologico di Paestum e Velia, nella mia visione, diventa un Parco archeologico del Cilento che lavori da Roccagloriosa fino a Paestum». Sono le prime parole di Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Paestum e Velia espresse nell’auditorium della Fondazione Alario ad Ascea, all’incontro con il territorio al quale hanno preso parte anche il sindaco di Ascea, Pietro D’Angiolillo, il presidente della Fondazione Alario, Marcello D’Aiuto, il consigliere d’amministrazione del Parco e già senatore della Repubblica, Alfonso Andria, oltre al sindaco di Capaccio Franco Alfieri e al presidente della Comunità montana Bussento, Lambro e Mingardo, Vincenzo Speranza, coordinati da Rossella Tedesco

«I numeri e gli incassi non sono prioritari. Saranno il risultato naturale del lavoro di qualità che dovremo fare. Porta Rosa non è accessibile, lavoreremo per rendere tutto fruibile, dall’Acropoli al Teatro di Velia che ospiterà il teatro antico», ha aggiunto il direttore. Poi l’appello al pubblico: «Il territorio deve conoscere Velia, visitarla, approfittarne con le domeniche gratuite. Bisogna essere presenti e vivere il patrimonio come una cosa propria».

Presenti anche i sindaci del territorio, il mondo scolastico, associazioni culturali e di trekking, archeologi e guide. Un momento storico per Velia, dal 5 febbraio accorpata all’Autonomia amministrativa e gestionale del Parco Archeologico di Paestum, sotto la direzione di Gabriel Zuchtriegel, grazie alla riorganizzazione del Mibact, proposta dal ministro Dario Franceschini e contenuta nel decreto della Presidenza del consiglio dei ministri del 27 novembre.

I due siti archeologici sono ora ufficialmente uniti in un unico istituto di gestione autonoma. Una realtà che affonda le radici nel passato, perché Paestum e Velia, località turistiche appartenenti rispettivamente ai comuni di Capaccio ed Ascea, facevano parte dell’antica regione della Magna Grecia. Paestum era originariamente un centro commerciale marittimo fondato dai Greci che iniziò a decadere dopo un grave attacco da parte dei Saraceni, Velia invece, era una colonia che sorgeva su un promontorio. Non solo, perché a Velia ha avuto origine la scuola eleatica, una scuola filosofica che ha potuto vantare, tra i suoi esponenti, Parmenide, Zenone di Elea e Melisso di Samo. «Ha inizio per la nostra comunità un nuovo corso che si innesta sulla storia millenaria del territorio e del sito archeologico di Velia. – ha detto il sindaco di Ascea Pietro D’angiolillo. Ed ha aggiunto: «Abbiamo bisogno di una accessibilità al sito attraverso un sistema di collegamenti più forte, è il mio appello alla Regione, anche per una fermata dell’alta velocità nelle località delle aree archeologiche».

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La proposta di riunire i due siti sotto un’unica gestione era stata già avanzata nel 2014 da Alfonso Andria. Lo stesso consiglio comunale di Ascea, su proposta del sindaco D’Angiolillo, aveva assunto a voti unanimi una deliberazione, poi trasmessa al Ministero dei Beni Culturali, a sostegno dell’accorpamento del Parco Archeologico di Elea-Velia all’Autonomia di Paestum. Nel suo intervento, Andria ha ricordato il momento in cui è stato a Velia la prima volta: «Era il 1973, ho avuto la fortuna di visitarla con Mario Napoli, scopritore di Porta Rosa. Sono particolarmente emozionato. Finalmente i due imponenti frammenti della cultura occidentale si uniscono ma ora tocca ai cittadini essere protagonisti della cultura, per riscattare il Cilento dalla marginalità».

Per Alfieri l’accorpamento è «un matrimonio felice. Abbiamo fortuna di avere la magistrale direzione di Zuchtriegel. Questa è una bella pagina per il futuro del territorio e per le future generazioni».

Presente anche Rosaria Scarano, responsabile del Parco Archeologico di Elea-Velia: «E’ un parco archeologico che vuole essere unico, mi auguro che Porta Rosa diventi quello che la Tomba del Tuffatore è diventata a Paestum». E’ intervenuto anche Vincenzo Speranza, presidente della Comunità Montana Bussento, Lambro e Mingardo che ha sottolineato l’impegno dell’ente a favore del parco archeologico: «E’ anche un nostro impegno accompagnarlo per il rilancio del territorio».

L’intervista video a Zuchtriegel

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