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Gianpaolo, morto dopo sedazione profonda: dal Cilento aveva fatto appello eutanasia

di Redazione

«Mi chiamo Gianpaolo, ho 47 anni e sono affetto da atrofia muscolare spinale, una malattia neurodegenerativa che praticamente mi ha tolto tutto. Soprattutto la voglia di vivere. Sentimento quest’ultimo antico come la mia esistenza. Oggi vivo un martirio fatto di dolori e sintomatologie senza precedenti. Oggi vivo da tracheostomatizzato, non riesco più a parlare, a deglutire, sono pieno di dolori. Oggi l’unica speranza è la morte. Desidero con tutto me stesso di addormentarmi (dato che non riesco più a dormire da tempo) per mettere fine a tutta questa penitenza». Scriveva così Gianpaolo, ormai diversi mesi fa, nel suo primo contatto con l’Associazione Luca Coscioni.

Gianpaolo era di Montano Antilia ed era affetto da una malattia neurodegenerativa, pienamente consapevole e capace di autodeterminarsi, aveva chiesto aiuto all’Associazione per capire meglio i suoi diritti sul finevita e come fare concretamente per porre fine alle sue sofferenze ormai ritenute insopportabili. Dopo aver fatto chiarezza sui suoi diritti, sulle leggi vigenti in Italia in tema di fine vita, Gianpaolo ha scelto di procedere con la sedazione profonda continua, avvenuta lo scorso 20 ottobre. Ad agosto aveva fatto un videoappello alla politica e invitato a firmare per il referendum sull’eutanasia legale: «Vorrei essere libero di scegliere una morte dignitosa».

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