Ha ucciso la moglie, 16 anni per Mastroianni. Il gip: «Non c’è stata premeditazione»

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Alle 12.40 la sentenza. Sedici anni di reclusione: questa la condanna inflitta dal gip del tribunale di Benevento, Roberto Melone, al cilentano Pasquale Mastroianni, accusato dell’omicidio della moglie, Elvira Ciampi, uccisa con oltre 20 coltellate. La tragedia era avvenuta il 16 settembre scorso all’interno del garage di casa, a San Giorgio del Sannio.  

La sentenza è arrivata dopo ore di camera di consiglio. La Procura aveva chiesto il giudizio immediato, a cui era seguita la scelta del rito abbreviato da parte della difesa. Il gip ha poi applicato un’ulteriore riduzione, escludendo la premeditazione. Dunque si tratterebbe di omicidio d’impeto e non premeditato, cosa che ha ribadito lo stesso Mastroianni più volte in udienza. Il 52enne originario di Montano Antilia, così come aveva già fatto con il pm Felaco, ha voluto parlare davanti in aula. «Non avevo alcuna intenzione di togliere la vita ad Elvira, non volevo che finisse così», ha spiegato. «Lei si fidava di me, altrimenti non avrebbe permesso che entrassi in casa», ha aggiunto. L’uomo, dopo aver ammazzato la moglie, ha tentato due volte il suicidio, prima con del diserbate, poi vomitato, e poi ferendosi al collo e all’addome.

Difesa Il legale difensore di Pasquale Mastroianni, l’avvocato Vincenzo Speranza, ha da subito evidenziato come alla base dell’omicidio non vi fosse premeditazione. La difesa ha sottolineato, attraverso circostanze, testimonianze e riscontri, che Mastroianni si stava preparando a tornare in provincia di Salerno, a Montano Antilia, e per questo aveva acquistato, così come confermato da uno scontrino, lenzuola, asciugamani e biancheria intima. Da tempo viveva in macchina, dopo che la moglie lo aveva cacciato di casa. Dall’acquisizione delle testimonianze di una decina di persone, alcune residenti nel Cilento, Mastroianni avrebbe dovuto eseguire dei lavori già il mercoledì, il giorno successivo all’omicidio, così come stabilito da accordi stretti in precedenza, in virtù dei quali aveva anche incassato un anticipo.

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Alle parti civili, i tre figli, due dei quali seduti vicino al loro avvocato, Angelo Leone, andrà il pagamento da parte di Mastroianni di una provvisionale immediatamente esecutiva di 30mila euro ed il risarcimento dei danni. 

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