Il sindaco di Novi Velia Maria Ricchiuti non risponde, negata ai cittadini la possibilità di conoscere cosa vuole fare. Voto 4 a sindaco Pisapia

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Si fa presto a dire: ‘Non raccontate mai le cose buone di questo Comune’, pensiero ricorrente tra gli amministratori di maggioranza delle amministrazioni cilentane e non solo. Un minimo comune denominatore che li vede, in buona parte, disponibili a confondere un organo di informazione in uno strumento nelle mani delle opposizioni, usato per battaglie politiche. Poi, fai per dare loro voce, sui temi a loro più cari, come le idee che vogliono mettere in pratica durante il proprio mandato, e via alla commedia della giustificazione, che non produce risposte. Non al giornale, a cui, come è possibile intuire, potrebbe anche fare gioco, tenuto conto – tanto per essere chiari – che un titolo e un articolo viene pur fuori, ma ai propri cittadini. Per quanto riguarda il sindaco Ricchiuti (nella foto) non le mancherà di certo la cortesia di recuperare sul terreno perduto, oppure l’abilità di intuire che amministrare è vero è impegnativo, faticoso e porta via, forse, tutto il tempo necessario, ma dare conto a chi ti tiene lì, di come vuoi gestire i diritti, le cose e i soldi di tante persone, è necessario. Altrimenti…altrimenti semplicemente va a finire che se proprio i cittadini non possono sapere quello che vuoi fare, sapranno che il sindaco è stato contattato un mese fa, le sono stati garantiti, al pari degli altri sindaci, dieci giorni di tempo per rispondere alle stesse domande a cui rispondono gli altri, che poi i giorni sono diventati 20 e poi trenta. Che sono giunti ulteriori solleciti da parte della redazione, tra l’altro non dovuti, con il risultato di zero risposte. Cosa significherà nella testa dei suoi cittadini e degli altri cilentani che leggono questo giornale, non compete a chi scrive interpretarlo. 

Il direttore del giornale risponde Di certo però non ci si sottrae ad esprimere un’opinione sul contorno, sul profilo che emerge da un comportamento di questa natura o da certe omissioni. Innanzitutto parliamo di un sindaco e non di un comune cittadino. Un sindaco che, per sua natura, dovrebbe avere più smalto e dinamismo nell’afferrare certe piccole sfide e portarle a compimento. In secondo luogo parliamo di un sindaco del 2015, che ai temi proposti nell’intervista dovrebbe essere in grado di fornire risposte oltre che dettagliate, veloci ed esaustive, anche soltanto per offrire l’immagine di possederli senza tentennamenti o stampelle, di avere una visione chiara di quello che intende fare, punto per punto. Di non secondaria importanza, un sindaco del 2015 cura direttamente i rapporti con la stampa, vive con apprensione e anche gratitudine la possibilità di narrazione a un significativo pubblico che le viene offerta e, dimostra cura, nell’affidare al giornalista, nei tempi richiesti, quanto elaborato, senza superficialità o atteggiamenti sbrigativi che, ad esempio, sono evidenti nell’intervista precedente al sindaco Pisapia. A proposito, la volta scorsa, con il sindaco Pisapia appunto, abbiamo atteso per esprimere un giudizio, proprio perché fiduciosi che giungessero risposte più dettagliate alle domande eluse e sbrigate in tutta fretta. Risposte che non sono giunte. Tenuto conto quindi di quelle date, obiettivamente in maniera pasticciata, di quelle mancate e del sollecito a cui non sono giunti chiarimenti e precisazioni, oltre del temperamento che esprime una sufficienza rispetto a una iniziativa che è invece utile a tracciare il profilo di un sindaco del 2015, il risultato è completamente insufficiente, se tradotto in voto è un 4 pieno. Ritornando al sindaco Maria Ricchiuti che invece non ha risposto alle domande, resta da sottolineare un giudizio negativo anche sulle risposte fornite ai giornalisti che l’hanno contattata, assolutamente tese alla giustificazione. Risposte tipiche di una certa antropologia lenta che non è accettabile, ad avviso di questa testata, da parte di un sindaco. Quando il sindaco risponde ‘avrei avuto bisogno di un mio tecnico che è in ferie’ non può, con questo, giustificare il fatto che non ha risposto neppure alle altre domande, tenuto conto che di domande tecniche ce ne sono pochissime, tra l’altro risolvibili in pochi minuti o direttamente dal sindaco o attraverso qualunque collaboratore che sappia svolgere bene il proprio prestigioso compito. Anche per lei, Ricchiuti, resta aperta la porta di questo quotidiano a prendere sul serio l’iniziativa e a dare risposte puntuali ai suoi cittadini, restiamo fiduciosi che lo farà. Per ora il nostro giudizio è: «Non classificato». 

Ecco i dettagli della comunicazione intercorsa con il sindaco Ricchiuti. 

Alle sollecitazioni del giornale ha risposto: «Non ho avuto tempo, anche perché si trattava di dati, quelli richiesti da alcune domande, di cui avrei dovuto parlare con l’ufficio tecnico. Lui ha visto qualcosa ma non tutto perché, oggettivamente, bisogna mettersi giorni a verificare solo questi dati». «Avevo bisogno di un supporto tecnico perché parlare di cose abbastanza specifiche, avevo bisogno del tecnico che è stato, nel periodo di ottobre, in ferie quindi neanche c’è stato».

Ecco l’intervista a cui Ricchiuti non ha risposto

Gentile sindaco, le chiediamo di rispondere a questa intervista che il giornaledelcilento ha sottoposto ad altri sindaci del territorio cilentano con le stesse domande. Quelle che, ad avviso di questo giornale, fanno di una amministrazione un esempio di gestione giusta, consapevole e moderna del bene pubblico. Tenuto conto che le risposte che lei gentilmente, siamo fiduciosi, ci darà, saranno lette e sottoposte quindi a verifica dei suoi cittadini che leggono questo quotidiano e lo commentano, la preghiamo di essere quanto più preciso possibile, esprimendo metri, dati, iniziative e luoghi precisi. Per dovere di informazione a cui dobbiamo giocoforza sottostare, è fatto d’obbligo per noi informarla che dopo dieci giorni dall’invio di questa intervista (tempo considerato congruo rispetto all’importanza che assume e agli impegni di un sindaco), in caso di mancata risposta, pubblicheremo le domande che le abbiamo sottoposto, purtroppo, senza che i suoi cittadini possano conoscere le informazioni che le abbiamo chiesto, a differenza di quei cittadini che invece vedranno il proprio sindaco disponibile a informarli.  Se necessita di qualche giorno in più per motivi di ferie o altro la preghiamo di scriverci nella mail indicando la data entro cui ci darà le risposte scritte. Grazie. Ecco l’intervista.

Quanta parta di area verde, intesa come parchi, giardini o altro, nel senso proprio di chilometri quadrati, c’è nel suo comune in rapporto al resto del territorio comunale? 

A quando risale l’ultimo censimento verde (conteggio di metri quadri di verde pubblico, staccionate, tipologie di alberi, piante varie e servizi offerti all’interno di queste aree)? E cosa dice, in sintesi, il censimento?

Di quante persone è composto la squadra di tecnici del verde e della manutenzione del Comune? Quante volte al mese viene tagliata l’erba del bordo strada e quella di giardini, parchi e aiuole? 

In questo momento quanta parte di staccionata è integra lungo tutto il territorio comunale e quanta parte richiede di essere aggiustata? Quando sarà compiuto l’intervento?

Sindaco quanta parte della sua giornata dedica a passeggiare a piedi o andare in bici tra i vicoli, le strade e le campagne del suo territorio? Con quale mezzo raggiunge la sede del Comune? Quali e quanti sono gli angoli di degrado, i segni di incuria, che rileva allo sguardo ogni giorno mentre cammina? A chi li segnala? Quanti di questi risolve settimanalmente? 

Sindaco di quanto è diventato più bello il suo paese e i paesi del suo comune da quando amministra lei? Cosa è possibile apprezzare come segno di cura, rigore e manutenzione del suo territorio?

A che punto è la differenziata e come è riuscito a tradurla in incasso economico per il suo Comune? Di quanto?

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Il suo territorio prevede un piano del colore per le strutture e case? Se no, di quanti colori si compongono le facciate e gli infissi delle abitazioni e delle strutture del suo paese? Qual’è il grado di tolleranza della sua amministrazione? Quante strutture non hanno neanche l’intonaco ma si vedono mattoni forati, cemento e tondini di ferro arrugginiti? Su quante di queste è già intervenuto? 

Quante campagne che compongono il paesaggio del suo territorio comunale sono curate e messe in cultura? Quante invece sono abbandonate? In quanta parte di questa si lascia crescere indisturbata ogni forma di erbaccia? In quante di queste insistono vecchi capanni, o parcheggi o ricettacoli di materiali in disuso e ogni forma di utensile, attrezzature e altro tali da farle apparire come segni evidenti di degrado e incuria se non persino come discariche a cielo aperto? Li ha mappati? Quanto tempo offre in media ai proprietari per il ripristino dei luoghi e in quanto tempo interviene lei invece con denuncia per danno paesaggistico e ambientale o con iniziative in collaborazione con privati per ripristino? 

Che tipo di iniziative esistono nel suo comune per l’auto-organizzazione della cura e della manutenzione dei quartieri e delle aree da parte dei cittadini? Con quali risultati?

Lei è di quei sindaci che credono che per fare le cose perbene occorrono soldi e finanziamenti oppure è tra quelli che sostengono che senza soldi e finanziamenti si possono fare moltissime cose e trasformare un paese? Se la risposta è la seconda, quante opere ha realizzato senza finanziamenti e soldi ma con la sua creatività e il protagonismo della gente? E quali?

Quante opere e iniziative portano la firma unitaria di maggioranza e opposizione perchè, a prescindere dalle resistenze della sua opposizione, lei è riuscito comunque a renderla protagonista? 

Quanta energia si autogenera nel suo Comune grazie alle sue opere, qual’è il risparmio di energia nelle casse del Comune attualmente grazie ai suoi interventi?

Quanti edifici scolastici e asili è riuscito ad accorpare nel suo comune e di quanto è migliorato il servizio di trasporto scolastico dei bus che accompagnano i ragazzi delle varie frazioni negli edifici scolastici che ha accorpato?

Come funziona l’energia e la manutenzione di aree verdi, palestre, aule, nei suoi istituti scolastici e asili? Ci sono doppi vetri, coibentazioni e impianti di energia ecosostenibile e a risparmio energetico?

Quanta parte del centro abitato è, tutto l’anno, area pedonale e pavimentata? La pavimentazione è integra o presenta buche e segni di incuria? In quanta parte? Con quali tempi di intervento?

Il bitume, il catrame, quando viene rinnovato sulle strade prevede il taglio rettangolare e preciso di quello vecchio per la sostituzione regolare e geometrica, oppure viene collocato a chiazze, con sbavature sui margini e segnaletica orizzontale non precisa?

Come valuta il sito internet del suo Comune? Quanta parte delle informazioni pubbliche vengono rese disponibili? Quanto tempo impiegano i consiglieri di opposizione e qualunque cittadino del suo Comune ad avere accesso a qualsiasi atto di cui fanno richiesta? Quanto personale dipendente del Comune è addetto all’aggiornamento quotidiano del sito internet? Quanti contenuti ogni giorno vengono inseriti e di che natura? Quanta parte della burocrazia si svolge on line rispetto a quella che prevede la presenza del richiedente nella sede del Comune? 

Che voto si darebbe, in sincerità, per la sensibilità che avverte su questi temi e per i risultati che ha ottenuto? E che voto darebbe poi, in sincerità alla sua popolazione per la stessa ragione? Che voto, infine, crede che i suoi cittadini le danno su questi temi?

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