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Nasce ad Agropoli un comitato per la riqualificazione del centro storico

di Giuseppe Galato

In molti casi le sole Amministrazioni Comunali non riescono a far fronte a tutte le problematiche che si stagliano all’interno dei territori che vanno ad amministrare, non necessariamente per mala fede ma anche per errori di distrazione o di valutazione: è a questo proposito che la nascita di comitati cittadini rappresenta un vero e proprio partner pronto a portare all’attenzione degli amministratori questioni che possono passare inosservate.

Il Comitato La Porta di Agropoli nasce appunto con l’intento di "essere di stimolo e di aiuto all’Amministrazione Comunale nell’individuare i molti problemi che fino ad oggi non hanno ricevuto una soluzione".

Le prime problematiche portate all’attenzione dell’Amministrazione di Franco Alfieri, Sindaco di Agropoli, in un incontro tenutosi il 13 Ottobre presso la Sala Consiliare del Comune, si possono riassumere così seguendo i punti del programma stilato dal Comitato:

-Aspetto urbanistico-architettonico; il centro si presenta disomogeneo: colori diversi e inestetici, utilizzo di materiali di plastica e alluminio anodizzato, impiego irrazionale del cemento e di tecnologie non consone all’edilizia cilentana.

-La rete idrica e quella fognaria sono insufficienti e solo in parte risanate; la pavimentazione di pietra è permeabile all’acqua, in quanto non si è mai provveduto ad una adeguata tenuta stagna delle connessioni. Ne conseguono seri fenomeni di infiltrazione.

-Preoccupante, non solo per l’aspetto estetico, ma anche per la sicurezza e la salute dei cittadini, è la presenza di una “ragnatela” aerea formata da cavi, tubi e fili esterni. Il tutto aggravato dalla presenza di ratti che possono essere osservati mentre “passeggiano” indisturbati sui suddetti fili e cavi passando da un lato all’altro delle strade.

-Vi è poi la proliferazione delle più varie forme di ristorazione che ricorrendo a pedane, gazebo, recinti di ogni tipo limitano non poco, e permanentemente, le aree che sarebbe più consono riservare al godimento sia dei turisti sia degli abitanti del luogo. Non desideriamo certo che tali attività vengano danneggiate; anzi, le vorremmo più differenziate e qualitativamente incrementate. Chiediamo che si studino e si realizzino, anche con l’intervento concreto dell’Amministrazione Comunale, forme di strutture semplici, facilmente rimovibili nel periodo invernale, con arredamento e aspetto in armonia con un centro storico che si rispetti.

-Altro problema: il rumore assordante che alcuni locali, in particolar modo in via Patella , producono fino alle ore più tarde (le 3 o le 4 del mattino), procurando un disturbo insopportabile agli abitanti.

-Agropoli, contrariamente alla maggior parte delle città costruite su due livelli, non ha alcuna forma di trasporto tra la parte alta e quella bassa. Questo, oltre ad obbligare all’uso continuo dei mezzi privati, impedisce soprattutto alle persone anziane di poter usufruire in modo completo della vita della città.

-Problema della sicurezza. Nel centro storico hanno più volte tagliato le gomme di automobili in sosta; i danni per strusciate e botte alle carrozzerie sono all’ordine del giorno; spesso vengono procurati danni così gravi da impedire lo spostamento delle vetture se non a mezzo carro attrezzi. Sappiamo bene che non ci può essere una vigilanza notturna da parte della polizia municipale, ma è sicuramente fattibile il ricorso a forme di sorveglianza elettronica. Questo permetterebbe, tra l’altro, di scoprire chi sono coloro che, poco dopo che è passato il camioncino della raccolta differenziata, cominciano a posare nuove buste di plastica che rimarranno in loco dalle 24 alle 48 ore.

-Infine: dire “centro storico” vuol dire di per sé “cultura”. Vuol dire ripercorrere il cammino, spesso faticoso e doloroso, lungo il quale la città antica si è formata. Allora, la cultura dovrebbe essere la sua vocazione naturale. Tra questi muri, tra queste pietre, tra queste forme di architettura ingenua e popolare, che ben si raccorda con il castello medievale che è punto dominante e di eccellenza, si dovrebbe svolgere una intensa vita culturale costellata, nell’arco dell’anno, da alcuni eventi di particolare interesse e valore. Anche così si andrebbe a incrementare, con vantaggio di tutti, un turismo qualificato sia italiano che estero.

 

Durante l’incontro Vincenzo Pepe, Presidente Nazionale Movimento Fare Ambiente, ha inoltre proposto che il Comitato sia messo in grado di presentare proposte in positivo soprattutto su tre aspetti di degrado: 1) il problema del Fortino che presenta un dissesto dovuto a franamenti del terreno; 2) la toponomastica, stimolando il Comitato a formulare proposte di fattibilità; 3) il posizionamento, in alcuni punti di particolare interesse artistico e panoramico di indicazioni in italiano e inglese che siano di aiuto al turista per avere qualche iniziale conoscenza di Agropoli e suscitare la curiosità di un approfondimento. Ha poi ribadito la disponibilità a collaborare con progetti emanati dal Comitato e da sottoporre all’attenzione dell’Amministrazione.

Alfieri si è dimostrato aperto a quello che è, di fatto, un lavoro di partnership fra popolazione e Amministrazione facendo luce su alcuni punti elencati e sui progetti che il Comune di Agropoli ha in porto. Dall’incontro ne è scaturito che per quanto riguarda il Castello il Comune già si è attivato per cercare i fondi necessari e che i primi fondi saranno utilizzati per una generale e totale pulizia interna; il collegamento tra il centro storico e la città bassa – problema evidenziato nel Manifesto Programmatico – è già allo studio dell’Amministrazione, così come per i parcheggi; per quanto riguarda il finanziamento di iniziative turistiche e culturali Agropoli si trova a combattere con due realtà come quelle di Ravello e Positano che assorbono la quasi totalità di quanto disponibile; il problema del Fortino è grande, ma anche di difficile soluzione, dato che i capitali da impiegare sono ingenti; è già stato finanziato il progetto di nuova illuminazione in via Patella, come quello della posa di magnolie adulte nella zona pedonale e nella stessa via Patella; inoltre il Comune si è già attivato (ma anche qui il problema finanziario non è indifferente) per la messa sotto terra di tutti i cavi e cavetti che corrono da una casa ad un’altra e sono di grande aiuto al passeggio dei topi; c’è stato poi l’impegno formale alla rimozione, nella stagione invernale, di quelle pedane e di quegli arredi che vengono lasciati in loco anche quando non possono essere utilizzati e dove prolificano i topi; Alfieri ha anche annunciato la assai probabile e non lontana riconsegna al Comune del Faro (si è in attesa di un pronunciamento del Consiglio di Stato).

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