In Campania il coronavirus è meno letale: meglio del Nord Italia e dell’Europa intera

Il Sars-CoV-2 non uccide allo stesso modo tra le regioni italiane e la Campania detiene nettamente il record della più bassa letalità per Covid del paese (sia nella prima sia nella seconda ondata). Nelle settimane scorse ne abbiamo scritto sulla scorta dei dati elaborati da Nicola Fusco, ordinario di Matematica dell’Università Federico II che monitora quotidianamente la pandemia. Ora anche l’Osservatorio dell’Università Cattolica Campus di Roma – di cui è direttore Walter Ricciardi e direttore scientifico Alessandro Solipaca – conferma le stesse differenze sia sugli ultimi due mesi in Italia sia su quelle raccolte dall’esordio della crisi sanitaria in Europa. La Campania dunque, con l’1,34 per cento di morti per Covid (rispetto al numero di positivi) fa circa cinque volte meglio della Lombardia attestata invece al 5,37 per cento con una media italiana del 3,5 per cento.

Focalizzando l’attenzione sul periodo ottobre-dicembre 2020, in particolare sui dati dal 12 ottobre al 6 dicembre, emerge che «i livelli di mortalità per Covid-19 nelle regioni italiane variano sensibilmente, a parità di prevalenza dei nuovi contagi e indipendentemente dalla struttura per età della popolazione residente». Qui viene al pettine una delle facili giustificazioni date da esperti e commentatori, ossia il presunto vantaggio del Sud e della Campania in relazione alla minore età media della popolazione. Gli esperti confermano «quanto già emerso sin dall’inizio dell’emergenza Covid-19», cioè che «la pandemia ha avuto intensità e letalità diverse sia in Italia sia in Europa. Tali evidenze dovranno essere analizzate e comprese dalla scienza medica e dagli esperti di organizzazione dei sistemi sanitari, poiché le differenze riscontrate – sottolineano – non sono attribuibili solo alla fragilità della popolazione anziana, quella più colpita dal virus». Dai dati pubblicati dall’Istituto superiore di sanità, aggiornati al 2 dicembre, l’età media dei pazienti Covid deceduti è 80 anni. A partire dalla terza settimana di febbraio si è arrivati a 85 anni nella prima settimana di luglio per poi calare sotto gli 80 anni a partire da settembre. «Mentre la prima ondata epidemica ha interessato sostanzialmente solo il Centro-Nord della Penisola, la seconda si è sviluppata su tutto il territorio, continuando tuttavia a mostrare significative differenze tra regioni, soprattutto rispetto al numero di decessi». 

La letalità nelle diverse regioni varia sensibilmente pur a parità di prevalenza dei contagi e indipendentemente dall’età della popolazione. «La Campania – spiega Fusco – nonostante i tanti morti di questi giorni conserva la letalità più bassa sia dall’inizio della pandemia ma ancor di più nella ondata nonostante abbia avuto molti più contagi delle altre regioni. Ci sono due considerazioni da fare: i tanti morti dell’Italia sono anche la conseguenza dell’elevatissimo numero di casi non scovati dai pochi tamponi fatti durante la prima ondata. Infatti in Europa la percentuale di morti dall’inizio della pandemia a oggi è 3,5% il doppio della Germania. Però se confrontiamo i due paesi nella seconda ondata il tasso italiano di 1,89% è poco superiore a quello della Germania». In pratica se avessimo fatto gli stessi tamponi che hanno fatto i tedeschi anche durante la prima ondata il divario di letalità sarebbe stato molto inferiore come emerge adesso che i test sono tanti anche qui. Ma resta l’anomalia campana: «Sia in questa seconda fase sia nella prima la Campania ha tassi di mortalità inferiori non solo alla Lombardia e al nord ma a tutti gli altri paesi europei. Solo Israele fa meglio della Campania».