Incendio di rifiuti a Polla, Arpac: «Non c’è stato inquinamento»

di Pasquale Sorrentino

«Non c’è stato inquinamento conseguente all’incendio dei rifiuti nella Sra». Questo in sintesi ciò che ha fatto emergere l’Arpac in base ai riscontri dopo il rogo di rifiuti avvenuto il primo agosto nella zona industriale di Polla nell’area di stoccaggio Sra. I rilievi vennero effettuati qualche giorno dopo e il Comune di Polla ha pubblicato i dati dell’Arpac. Risultati però che non convincono il consigliere regionale Michele Cammarano del Movimento 5 Stelle.

«Abbiamo ricevuto dall’Arpac gli esiti analitici dei campionamenti effettuati in seguito all’incendio di rifiuti verificatosi ad agosto presso l’impianto di trattamento rifiuti della SRA nell’aera Pip a Polla. Nella serata del 1° agosto si era sviluppato un incendio nel piazzale dell’impianto il quale aveva coinvolto i rifiuti depositati e le cui operazioni di spegnimento si conclusero nella mattinata del 2. Immagini inquietanti. Camminavo tra cumuli di rifiuti che formavano pareti che dominavano lo sguardo e l’orizzonte, senza far vedere oltre. L’aria era irrespirabile. Ai miasmi si aggiunge l’odore acre dei rifiuti che bruciano. Poche altre volte in vita mia ho vissuto una simile sensazione. I tecnici dell’ARPAC nell’occasione hanno prelevato quattro campioni in altrettanti punti, tra cui un fondo incolto a margine della zona industriale, un fondo agricolo in località Pantano, un fondo coltivato a frumento nei pressi dell’impianto e in un altro fondo agricolo attualmente incolto. Tutti i rapporti di prova relativamente alla ricerca dei parametri diossine, furani e Pcb nei campioni prelevati riportano come giudizio: ‘Per tutti i parametri del presente rapporto di prova, il campione presenta valore di concentrazione inferiore alla concentrazione soglia di contaminazione per i siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale’.

In questi anni in Consiglio regionale ci siamo attivati e abbiamo messo nero su bianco delle proposte concrete, per il maggior controllo di tutti gli impianti di rifiuti e per prevenire disastri di questa portata. Abbiamo presentato delle proposte con cui si chiedeva alla Regione di aggiornare il Piano regionale per la tutela della qualità dell’aria, dotandoci di strumenti per rilevare inquinanti pericolosissimi che normalmente non vengono rilevati. Abbiamo chiesto di implementare il Catasto georeferenziato degli impianti di rifiuti e delle discariche, in modo da conoscere le quantità e le tipologie di rifiuti presenti in ogni impianto. Continuerò in questa legislatura a farmi da promotore di iniziative in difesa dell’ambiente».

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