Vallo della Lucania, 5 classi via dal Parmenide. Genitori sul piede di guerra: «La colpa è della politica»

Alcune novità attendono quest’anno gli alunni dell’istituto Parmenide di Vallo Della Lucania. Cinque classi verranno trasferite, pagando un canone d’affitto, nella struttura che gli scorsi anni ha ospitato la scuola superiore professionale. Un dato in contro tendenza quello che caratterizza il più antico istituto vallese che, da due anni a questa parte, vive un periodo di crescita intensa. Se nel 2013 si contavano pressappoco 640 iscritti, quest’anno sono invece circa 780 gli alunni. Un problema non da poco se si pensa che le strutture che dovranno ospitare i nuovi studenti non sono adeguate e – secondo il parere degli esperti – non sarebbero completamente a norma.  

La riunione 
Ieri mattina, intorno alle 10.30, nell’aula magna dell’istituto Parmenide si è tenuta una riunione. A prendere parte alla tavola rotonda Francesco Massanova, dirigente scolastico, e i genitori degli studenti che frequentano le classi che verranno trasferite. Nella prima mezz’ora di assemblea il preside ha esposto la situazione ai genitori portando a conoscenza degli stessi tutti gli sviluppi della storia dalla sua genesi fino all’epilogo. Stando alle parole del dirigente scolastico quella scelta sarebbe l’unica soluzione possibile. Massanova spiega come già dallo scorso novembre dall’istituto siano state inviate diverse lettere alla Provincia, in quanto ente di riferimento, e per conoscenza al sindaco di Vallo Della Lucania, Toni Aloia. Il primo cittadino si è infatti attivato alla ricerca di strutture adatte ad accogliere delle classi ma, purtroppo, ogni locale suggerito era o inadatto ad accogliere studenti o comunque già destinato ad altri enti. Il caso ha voluto che le classi del professionale e del geometra fossero state tutte trasferite nella sede sita in via Pinto. In questo modo ben 16 locali del plesso scolastico in via Croce sono stati liberati ed era possibile da parte del Parmenide occupare queste stanze. Con un sorteggio, dunque, il preside ha disposto quali classi dovranno abbandonare la storica sede in via Rinaldi.

I genitori non ci stanno 
È proprio sulle modalità adottate dal preside che alcune famiglie hanno da ridire. Non accettano che una scelta importante, come quella di trasferire cinque classi altrove, sia stata portata avanti senza convocare un consiglio di istituto con i rappresentanti dei genitori. Tra di loro anche Celestino Sansone, come genitore ma già membro della maggioranza dell’amministrazione Aloia, ha parlato a nome dei genitori degli alunni che frequentano la classe del liceo classico che verrà spostata. È dallo scorso anno che si susseguono proteste perché una classe dello stesso indirizzo fu spostata al piano interrato della scuola, un «affronto» per alcuni. Un momento per rispolverare anche vecchi rancori tanto che per diverse persone il liceo classico «non deve essere mescolato con gli altri». Ben presto l’assemblea si trasforma in un gran vociare, ognuno vuole dire la sua a più riprese qualcuno si alza ed alza la voce. Ad un tratto afferra il microfono una ragazza, del secondo anno del linguistico, che inizia ad esporre le proprie opinioni sul trasferimento come studente dato che fino a quel momento tutti avevano parlato tranne i diretti interessati. La calma dura poco e proprio quando la ragazza sta per concludere il battibecco tra i presenti si fa di nuovo sentire in maniera insistente al punto tale che la stessa studentessa, che fino a poco prima stava parlando, li zittisce: «Posso finire per cortesia? Sembriamo dei bambini se ci gridiamo l’uno sull’altro». Finito di esporre le proprie impressioni su una scelta che la riguarda da vicino il baccano torna. Urlando un genitore si alza: «La colpa è dei politici, con loro ve la dovreste prendere non con il preside». Un’ora e mezza di riunione che dopo mezz’ora si trasforma in un «mercato».

Struttura «non a norma» 
«Se sapevo di questa cosa avrei iscritto mio figlio altrove», esclama una donna che scatena un duro botta e risposta con un’insegnante. «Una scuola è fatta di insegnanti – ribatte la prof – se il problema fosse stata la struttura lei avrebbe dovuto attivarsi prima perché questo stabile non è a norma». Un problema che colpisce non solo le scuole vallesi ma gran parte dei plessi scolastici in tutta la penisola. Edifici vecchi e scarsi fondi per l’infrastruttura scolastica portano anche a quanto accaduto ieri mattina al Parmenide. Il Comune non dispone di edifici adeguati, pare che la scuola media non possa cedere alcune classi e la sensazione che molti studenti presenti ieri mattina hanno avuto, è che ognuno «tira l’acqua al suo mulino». Eppure, contro ogni previsione, il Parmenide continua a registrare iscritti e mentre altri istituti sono costretti ad accorpare, qui si registra una crescita costante. Rispetto alla media italiana si stratta di una vera e propria eccezione ma per alcuni pare sia proprio un problema.

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