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Camerota, Vigili urbani e sindacato uniti in agitazione

di Maria Antonia Coppola

Hanno imbracciato il loro diritto ad essere Corpo di Polizia Municipale i Vigili di Camerota proclamando lo stato di agitazione della categoria. Lo hanno deciso durante l’assemblea dei lavoratori tenuta il 5 maggio scorso in presenza del segretario regionale e provinciale di Salerno del sindacato di categoria S.U.L.P.M., presso il comando di polizia municipale del comune di Camerota.

Consultando i documenti e facendo una disamina dei provvedimenti adottati recentemente dall’amministrazione comunale, è palese la decisione di trasformare il Corpo in Servizio.

I lavoratori della Polizia municipale di Camerota hanno preso atto della totale assenza di dialogo costruttivo con l’Amministrazione che ha ignorato le richieste avanzate, rifiutandosi di affrontare le problematiche con i lavoratori e il sindacato, per il mantenimento dello status di Corpo e per l’adeguamento dell’organico (attualmente sono in 4). La risposta che perviene dall’amministrazione comunale è dunque ancora negativa, oltre al grave e pesante attacco ai diritti, alla dignità, al futuro economico. La polizia municipale, unitamente all’Organizzazione Sindacale di categoria DICCAP/SULPM,  proclama lo stato di agitazione informando il Prefetto di Salerno di questa situazione e chiedendo un suo intervento.

Cosa significa per il comune di Camerota e per suoi cittadini degradare il Corpo di polizia municipale in Servizio?

Comandante Ciociano: “La trasformazione del Corpo in Servizio rischia di ripercuotersi sul servizio ai cittadini, si pensi ad esempio, che non si potranno garantire le norme, i diritti dei cittadini, non si potranno garantire tutti i turni di lavoro, soprattutto i notturni e i festivi. Significa soprattutto che all’approssimarsi dell’estate, non ci sarà la presenza di questi servizi mentre la popolazione crescerà in maniera esponenziale.
L’amministrazione sta portando avanti l’attacco alla polizia municipale, soprattutto l’attacco nei miei confronti, lo dicono gli atti che hanno fatto.
La cosa più grave è l’essersi affidati a questa figura di segretario comunale.  Noi abbiamo una segretaria (che dovrebbe essere un garante), che durante un Consiglio comunale stravolge la Legge 65, consente di portare in Consiglio la revoca del Corpo citando una Legge che la Regione Campania ha emanato il 13 giugno 2003, n. 12, ma, fino ad oggi non ha approvato il relativo Regolamento, per cui, l’applicazione della citata legge diventa impossibile. Ignora che  L’Organizzazione della Polizia Municipale è oggetto di una legge quadro la n. 65 dell’86. Il provvedimento adottato dal Comune è illegittimo perché la revoca del Corpo di Polizia Municipale viene motivata anche su motivi soggettivi. Infatti si legge nella delibera che “ Sono venute meno i presupposti previsti dall’art. 7 della stessa legge: ( numero di addetti). Quindi, la ragione fondamentale della revoca viene individuata dallo stesso Sindaco nel numero insufficiente di addetti: 5 invece di 7 come la legge citata prevede all’art. 7. Il Sindaco o chi per esso, volontariamente o per pura ignoranza in materia ha dimenticato di riferire al Consiglio Comunale che durante l’anno solare e da circa 25 anni, il Comando gestisce almeno 16 unità  assunti a tempo determinato, utilizzati nel periodo estivo ed in particolari manifestazioni civile e religiose, per cui, questi risultano nel bilancio del comune e facendo dovuti calcoli matematici, diventano 3 unità effettivi, per cui, volendo mantenere la tesi delle 7 unità, è certo che il Comando di Polizia Municipale allo stato attuale conta ben 8 unità nel suo seno. Si è concepita una delibera che costituisce un atto di normazione di grado inferiore sia alla legge quadro n. 65  che al Regolamento municipale sulla Polizia Municipale. La delibera di Consiglio Comunale è fonte di grado inferiore non solo alla legge, ma allo stesso regolamento.
Non può inoltre sfuggire, che la concomitante adozione di vari procedimenti di delibere: di pensionamento;  di mutamento degli assetti organizzativi; rimozione del Corpo di P.M.;  rimozione sezione staccata polizia municipale; e la corrispondenza, indirizzata  con dicitura: Agli agenti della polizia Municipale – sede – e tante altre situazioni inerenti, rendono non del tutto ipotetica la configurazione di un vizio di eccesso di potere e abuso d’ufficio.
 
Sindacato: “In sintesi, questo comune è in balia di una persona, riferendoci al sindaco, che non conosce le norme. E forse gli è scomodo che il comandante Ciociano ha messo più volte sigilli, ha sequestrato cantieri abusivi in questo comune. Probabilmente dà fastidio a qualcuno, ma la polizia municipale deve rispondere solo alla legge e non certamente ai politicanti di turno che vorrebbero tentare di usarla in un certo modo. Un ‘difetto’ del Comandante Ciociano? Quello di non farsi piegare dalle pressioni politiche pur di assecondare la legalità. Anche per questo noi sindacato stiamo portando avanti un progetto di legge, la riforma della legge 65, che dovrebbe sancire definitivamente che noi siamo polizia di prossimità”.

Probabilmente ci sono dei nostri lettori, dei cittadini che sono confusi rispetto a questa vicenda, ci interessa sapere se gli atti che sono stati fatti da questa amministrazione hanno seguito dei passaggi regolari, cioè secondo legge…

Segretario regionale S.U.I.P.M. : “No. Per questo noi abbiamo denunciato il sindaco per condotta antisindacale. C’è un’udienza già fissata per il 19 maggio, dove si chiede l’annullamento di tutti gli atti che sono stati fatti. Poi sarà il magistrato a decidere.
Le sembra una cosa sensata per Camerota, che in modo continuo vede colleghi assunti a livello stagionale per garantire i servizi, che ci sia un amministrazione che degrada un Corpo a Servizio? Tante cose che si potevano fare con il Corpo, ora non si possono fare secondo la legge, tra cui le notti ad esempio. E come fa ad affrontare l’estate, con un servizio che alle dieci di sera chiude e se ne va? Le sembra una cosa sensata che un sindaco ragioni in questi termini contro il paese? Le sembra possibile che un’ eventuale, ipotetica questione personale possa ricadere sulla cittadinanza? Perché di questo si tratta.

Noi non riusciamo a capire perché già dalla campagna elettorale questo signore, ha annunciato lo smantellamento del corpo di polizia. Sono decisioni, che eventualmente si possono prendere solo dopo che si è diventati sindaco e solo dopo aver fatto una valutazione di inefficacia e inefficienza del lavoro svolto dal Corpo di polizia municipale, elencando nero su bianco i motivi e denunciando alla Procura della Repubblica quanto si sostiene. Se oggi siamo arrivati a non rispettare una delibera di Giunta dove si stabiliva che  il comandante poteva stare in servizio fino a 70 anni, se oggi siamo arrivati allo scioglimento del Corpo di polizia senza reali motivi, tipo associazione camorristica o quant’altro, ci chiediamo come fa un sindaco ad arrivare a prendere queste decisioni? Fermo restando che l’amministrazione si sta muovendo su due binari, a livello personale nei confronti del comandante e a livello di Corpo, pretendendo poi attività, assunzioni di atti che non rientrano nella normale attività di un operatore di polizia locale. Se c’è un dirigente è lui preposto a farlo, non altri. Tutto questo vuol dire che in seno all’amministrazione c’è un accanimento personale che non ha giustificazioni e non tutela i cittadini e vuol dire che c’è confusione su quello che vogliono e possono fare.”

Comandante Ciociano: “Non vi è cosa più deleteria per la psiche umana, soprattutto, quando si è quasi al culmine di un’intensa carriera professionale, interamente al servizio della collettività, ricevere, in luogo delle debite e motivate gratificazioni, profonde delusioni proprio da coloro che dovrebbero essere l’espressione della stessa collettività!”

Sindacato: “Questo è quanto sta mettendo in essere l’amministrazione comunale nei confronti del Comandante Ciociano in dispregio di ogni valore umano e dei principi contrattuali di lavoro, di quelli normativi e della spesa pubblica. Queste ingiuste ‘riserve’ sono assolutamente da stigmatizzare per una serie di motivazioni di natura sindacale, umana, di autonomia e d’immagine per la categoria degli operatori  della pubblica amministrazione di tutta l’Italia”.

Un vigile urbano:  “Addirittura hanno detto un paio di mesi fa che volevano annullare il Corpo, smantellarci, sostituendoci con  gli ausiliari del traffico. Questi sono fatti gravi. Ci troviamo di fronte ad un interlocutore che ignora completamente le norme”.

Sindacato: “ E un sindaco non può essere ignorante. Non può ignorare le norme. Non può delegare ad altri le sue specifiche competenze specialmente inerenti la Sicurezza Pubblica e la Polizia Municipale. Altrimenti si dimetta.
Con le nuove norme sulla sicurezza il sindaco doveva incentivare la Polizia municipale, creare un corpo efficientissimo, avendo la possibilità di assumere poteri  maggiori con questa nuova normativa e non dire sciocchezze come quelle dette sugli ausiliari del traffico, che hanno i loro compiti molto specifici e limitati!
Noi siamo disposti a chiedere il Commissario ad acta, affinché il Corpo venga gestito direttamente dalla Regione. Intanto diamo inizio a questa agitazione.

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