“Chi sporca il nostro Parco”: intervista a Simona Ridolfi, amministratrice del gruppo su facebook

A volte in cattedra ci sono proprio gli studenti. E’ il caso delle ragazze delle V A del liceo socio psico pedagogico dell’Istituto Parmenide di Vallo della Lucania, e a guidarli c’è Simona Ridolfi.
Insieme hanno dato vita ad un progetto: salvaguardare il territorio cilentano dai rifiuti e dalle discariche abusive attraverso il canale più amato dai giovani, il social network Facebook.
Hanno un cuore ‘green’ questi giovani cilentani, e Giornale del Cilento ha intervistato Simona Ridolfi, la loro ‘guida’ e amministratrice, su Facebook, del gruppo “Chi sporca il nostro Parco”.
D: Com’è nata questa iniziativa?
R: Durante una discussione in classe sulle opportunità di lavoro che offre il nostro territorio nel settore turistico. Le ragazze della V A del liceo socio psico pedagogico dell’Istituto Parmenide di Vallo della Lucania, come tanti giovani del nostro Cilento, sostenevano che rimanere qui non garantisce un futuro lavorativo, eppure viviamo in un territorio che da un punto di vista naturalistico ha meritato di rientrare tra i grandi parchi nazionale italiani e che dovrebbe accogliere migliaia di persone ogni anno. Ma quando queste persone arrivano, spesso, si rendono conto di quanto il nosto Cilento sia maltrattato e poco valorizzato ed è assai difficile che in queste condizioni il turismo possa svilupparsi e cosi come il lavoro. L’iniziativa è nata da una semplice domanda: se gli adulti non sono stati capaci, possiamo fare qualcosa noi ragazzi?
D: I vostri appelli hanno trovato risposte tangibili da parte delle amministrazioni comunali, per esempio,  o degli enti che dovrebbero tutelare il territorio?
R: Il mezzo usato per le nostre “denunce” è, come si sa, facebook, ossia lo strumento utilizzato dalla gran parte dei ragazzi adolescenti. La capacità di diffusione del messaggio attraverso questo social network ha, come dire, spaventato in qualche modo le amministraziopni comunali le quali temono che sulle pagine del gruppo possano comparire immagini poco attraenti del proprio territorio, soprattutto se zona turistica. Questo ci ha garantito immediati contatti con alcune amministrazioni le quali si sono dimostrate in seguito etremamente collaborative. Un esempio per tutti l’amministrazione del Comune di Ascea che, nella persona di Tonio Sacco, ha fornito preziose informazioni relative allo smaltimento dei rifiuti e alla rimozione delle discariche abusive, soprattutto in merito ai costi che vanno comunque a gravare su tutti i cittadini, anche quelli che smaltiscono la propria spazzatura in maniera corretta. Oltre ad Ascea molte altre amministrazioni ci hanno contattato tra cui Rofrano, Casalvelino, Castelnuovo..

D: Quali obiettivi vi prefiggete?
R: Sarebbe bello poter dire che il nostro obiettivo è ripulire l’intero territorio cilentano, ma siamo consapevoli dell’impossibilità che ciò avvenga. E’ forse più facile poter pensare di ripulire le coscienze di quanti fin’ora hanno abusato di questo territorio dimenticando che è un bene comune e che soprattutto vive di turismo e nessun turista ritorna in un luogo maltrattato dalle persone stesse che vi abitano. Il nostro principale obiettivo è quindi diffondere la cultura della buona educazione ambientale, anche attraverso lo sdegno che alcune immagini possono generare nella mente dell’osservatore. Per questo motivo è importante che cresca il numero degli iscritti al gruppo. Più siamo, più ci rendiamo conto, più cose possiamo fare.

D: Quali sono state le immagini, pubblicate sul gruppo Facebook, che ti hanno indignata di più? Parlacene.
R: Una delle primissime foto caricate sul gruppo rimane forse la più sconcertante. Si tratta di una foto scattata in località “Iuricessa” nel Comune di Novi Velia, in un bosco di Castagno a pochi chilometri dal centro del paese. Non si può parlare in questo caso di Microdiscarica ma di vero e proprio scempio ambientale. Basta recarsi sul luogo per avere una idea, c’è davvero di tutto: vecchi elettrodomestici, pneumatici, plastica in qualtità, bottiglie di vetro, persino un vecchio gabinetto messo li, in bella vista, semmai passasse un turista in visita al bosco.. e questo è lo stesso paese del grande festival degli Antichi Suoni! A noi appare un po’ ipocrita, per usare una metafora, la situazione è paragonabile ad una persona che si da il profumo senza essersi prima lavato, non so se rendo l’idea!

D: C’è un’area o un comune all’interno del Parco “fotografato” maggiormente?
R: Sono due i Comuni piu fotografati, ma forse solo perchè abitati da due amministratori di questo gruppo: Novi, che fa orecchie da mercante ad ogni segnalazione ed Ascea che invece interviene tempestivamente documentando ogni intervento sulle pagine del gruppo.

D: Ci sono altri progetti in cantiere che puoi anticiparci?
R: Con la chiusura dell’anno scolastico ovviamente non è facile coordinare il lavoro tra i ragazzi, perchè ognuno, giustamente, va per la sua strada. Il lavoro del gruppo però va avanti anche nei mesi estivi che sono tra l’altro i più delicati e per settembre è prevista l’iniziativa alla quale abbiamo dato il nome “PIANTIAMOLA”, ossia piantiamola di sporcare il nostro meraviglioso cilento, piantiamola la nostra bandiera li dove è presente una discarica e lasciamola li fino a quando qualcuno non interverrà per la rimozione dei rifiuti e ancora piantiamola una quercia (o altra specie, a seconda del luogo) al posto della discarica rimossa, che possa essere il simbolo della nostra vittoria
 
D: Credi che le responsabilità siano da attribuire anche alle amministrazioni locali?
R: La responsabilità è, come ho più volte detto, prima di chi sporca e poi di chi non pulisce. Voglio fare un esempio semplicissimo: sulla strada di Salicuneta, nel Comune di Castelnuovo Cilento, in una curva, c’è una busta con tre bottiglie di vetro e una di plastica. E’ li da quasi 8 mesi, garantisco perchè è questa la strada che faccio ogni mattina per recarmi a lavoro. Non l’ho segnalata perchè voglio capire quale sarà il record di permanenza di questo rifiuto. La domanda che mi pongo è: ma la vedo solo io? Ogni mattina passano di lì i camioncini della raccolta differenziata, possibile che in 8 mesi nessuno abbia pensato di rallentare e prendere su quella busta?

D: Quale credi che sia la soluzione?
R: L’educazione ambientale, a livello famigliare e scolastico. La scuola deve intervenire lì dove la famiglia non riesce. I ragazzi hanno una mente pulita, è su di loro che bisogna agire ed è a loro che bisogna affidare la tutela di questo meraviglioso Cilento. Stefania, Mariagiovanna, Roberta, Marialaura.. e tutte le 18 ragazze ideatrici e amministratrici del gruppo “Chi Sporca Il Nostro Parco?” questo lo hanno capito. Speriamo che il loro messaggio possa diffondersi anche agli altri giovani cilentani.

 

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