La app per monitorare gli squali nel Mediterraneo, l’idea della stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli

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di Antonio Vuolo

A breve arriverà sugli store dei smartphone un’app, realizzata dalla stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli, al fine di consentire un monitoraggio degli squali, tra le specie cartilaginee presenti nel Mediterraneo, grazie a una partecipazione attiva anche dei cittadini che, con le loro segnalazioni, potranno condividere informazioni utili per la ricerca con gli esperti e apprendere nuove cose su queste specie animali. Del resto, ormai, i loro avvistamenti sono sempre più frequenti anche lungo la costa campana, spesso vittime di catture accidentali, come avvenuto nelle settimane scorse nel Golfo di Policastro.

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«Ovviamente, rispetto al passato, negli ultimi anni, gli avvistamenti sono diventati più abituali perché c’è una maggiore facilità di condividere questi momenti e queste informazioni – conferma Massimiliano Bottaro, ricercatore della Sezione di Ecologia Marina Integrata della stazione zoologica di Napoli – Purtroppo, però, quando si pronuncia la parola squalo subito scatta la paura. Hanno una reputazione talmente negativa che non li pone neppure alle attenzioni delle Istituzioni. Pensi che anche la Direttiva europea Habitat che protegge gli habitat naturali, la flora e la fauna non fa alcun cenno ai pesci cartilaginei, nonostante gli studi evidenziano un drammatico declino di queste specie”. Intanto, la stazione zoologica è capofila anche di un progetto europeo, che coinvolge più Enti di ricerca e di tutela, sulla salvaguardia degli squali. E’ il primo progetto europeo che investe il mondo della ricerca e quello produttivo proprio per rendere l’attività di prelievo più ecocompatibile vero l’ecosistema marino e verso una una componente essenziale dell’ambiente marino, come i pesci cartilaginei».

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