La forza di Alfonso Speranza: aiuto gli altri nel ricordo di mio figlio

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di Giangaetano Petrillo

«Carmine Speranza, nasce a Sapri l’8 giugno 1983, fin da bambino si distingue per la sua intelligenza e per il suo altruismo.Tutti gli altri bambini utilizzano giocattoli, Lui invece colori, matite e penne.  Mette sempre  in evidenza le sue doti eccezionali in tutte le attività scolastiche già dalla scuola dell’infanzia. Consegue il diploma di ragioneria e perito commerciale; ha una spiccata passione per le materie poetiche e letterarie e per la musica. Voleva fare il giornalista a tutti i costi e per tale motivo doveva conseguire la laurea in editoria e giornalismo presso la Lumsa di Roma. Un lavoro difficile, in cui pochi riescono, quando per un tragico destino è scomparso».

Così inizia il racconto di Alfonso Speranza, padre di Carmine e Francesco, entrambi scomparsi prematuramente. Ma dal profondo abisso, dove sembrava essere sprofondato, trova la forza di rialzarsi e salvare vite. Questa è la storia di una famiglia che ha trovato nell’altruismo, nel mettersi al servizio degli altri, il motivo di ritrovarsi dopo momenti drammatici.  

Innanzitutto vorrei incominciasse con il raccontarci come è nata questa associazione, anche se immagino sia un ricordo non felice.
E’ venuto meno al campo sportivo il 26 marzo 2008 mentre si accingeva a disputare una partita amichevole di calcio tra amici. I pochi tentativi di rianimarlo da parte di improvvisati soccorritori sono stati vani ed inutili, anzi per colpa del panico il centralino della centrale operativa del 118 si è intasato; i sanitari giunti sul posto dopo circa 20 minuti non hanno che potuto accertare soltanto il decesso dovuto ad un arresto cardiaco. Era iscritto al terzo anno di scienze umanistiche presso l’Università Lumsa di Roma e  nel mese di giugno avrebbe dovuto discutere la tesi di laurea su Pier Paolo Pasolini.

Carmine è stato sempre un ragazzo educato, disponibile verso gli altri, pieno di interessi, con una grande voglia di fare e di affermarsi nella vita, nutriva diversi interessi: musica, canto e calcio ed era impegnato molto nel sociale. Alcuni non hanno avuto il privilegio di incontrarlo. La Sua breve vita spezzata improvvisamente non lo ha consentito. Altri, avendo potuto dialogare con Lui, sono rimasti ammirati dal tono sommesso, nel contrastare l’altrui pensiero. Tantissimi, in via diretta o indiretta, hanno apprezzato le Sue qualità fatte di straordinaria sensibilità nel giudicare le cose e le persone, nel sapere dire di no con garbo e dolcezza, nel valutare con vigore intellettuale le ingiustizie sociali, giudicando obiettivamente e con l’affabilità e l’amabilità del Suo carattere, tutto ciò che era intorno a Lui.

Quale è stato il momento in cui ha deciso di dedicarsi al sociale e farlo nel nome di suo figlio?
La storia della mia famiglia è molto particolare e triste per aver avuto la grande disgrazia di perdere due figli Carmine di 23 anni e Francesco, di cui abbiamo donato gli organi, di soli 6 anni per una patologia cerebrale. Nove anni fa’ io e mia moglie abbiamo deciso unitamente ai numerosi amici di Carmine di costituire un’associazione di volontariato che portasse il suo nome.

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Ricorda ancora il momento in cui avete deciso di dar vita alla associazione in suo nome?
E’ come se fosse ieri, io e mia moglie ci siamo trovati ad assistere una persona colta da arresto cardiaco e considerato che nessuno dei due non aveva nessuna nozione in materia di rianimazione cardiopolmonare abbiamo pensato di aiutare le perone bisognose in tal senso.

Quali sono le iniziative promosse in questi anni?
Numerosissime iniziative sono state messe in campo in questi anni, abbiamo iniziato con piccoli passi a donare quanti più defibrillatori possibili e poi ci siamo resi conto che le persone dovevano essere formate. Abbiamo creato un centro di formazione di BLS D e per l’uso del defibrillatore semiautomatico esterno che nel tempo è stato accreditato dalla Regione Campania, Basilicata, Calabria, Lazio, da Irc Council ed Irc Comunita’ di Bologna. Abbiamo, donato 52 defibrillatori semiautomatici esterni; realizzato un parco giochi per i bambi a Torre Orsaia; costituito una scuola calcio con 59 bambini, rigorosamente cardio protetta, nella quale i bambini non giocano soltanto a pallone ma imparano da piccole le manovre salvavita della R.C.P.; donato n. 9 poltrone letto al reparto di pediatria dell’ospedale di Vallo della Lucania; realizzato una sala giochi all’interno dell’ospedale di Sapri; realizzato numerose campagne di screening con visite mediche gratuite rivolte all’intera popolazione nell’ambito cardiologico, endocrinologico, diabetologico e della vista; donato un respiratore neonatale all’Ospedale dell’Immacolata di Sapri; donato dei dispositivi di protezione individuale e di un respiratore cardiopolmonare per il reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Sapri; donato dei dispositivi di protezione individuale all’ospedale di Vallo della Lucania ed ai Saut 118 di Palinuro, Policastro Bussentino e Casaletto Spartano; donati in collaborazione con altre associazioni due tablet per la telemedicina alla diabetologia dell’Ospedale di Sapri.

Avete ottenuto importanti risultati, soprattutto nel campo della prevenzione e nell’uso dei defibrillatori, corsi di formazione di primo soccorso. Ce ne racconti alcuni.
I risultati ottenuti sono tanti, negli ultimi 9 anni sono state formate al BLS D quasi 15.000 persone e sono state salvate 32 persone da morte certa per l’intervento tempestivo di chi aveva frequentato un nostro corso. Anche io in data 30/11/2016 ho avuto il merito di salvare con un defibrillatore una persona colpita da arresto cardiaco e da morte certa. Per le motivazioni di cui sopra l’associazione in data 15 ottobre 2019 ha ricevuto presso il Senato della Repubblica l’importante riconoscimento di assegnazione del premio quali “testimoni del volontariato Italia 2019”.

Quali altri progetti avete in cantiere?
I progetti in cantiere sono quelli di continuare senza tregua le numerose attività sociali sul territorio ed in particolare formare  quante più persone possibili alla rianimazione cardiopolmonare soprattutto nelle scuole di ogni ordine e grado , in modo da ridurre drasticamente le 60.000 morti per arresto cardiaco che avvengono ogni anno soltanto in Italia e donare quanti più defibrillatori possibili per cardio proteggere a 360 gradi il nostro territorio.

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