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La sfida ecologica di Pollica: il primo impianto in Europa per la produzione di energia da posidonia

di Antonio Vuolo

Innovazione, sostenibilità e solidarietà, questi sono gli elementi della nuova sfida che il Comune di Pollica insieme alla MIRAS S.r.l., ha scelto di mettere in campo per garantire alla comunità di superare la sfida energetica attuale e futura. Dopo mesi di lavoro, è stato avviato l’iter per la realizzazione del primo impianto in Europa per trasformare la Posidonia spiaggiata e i rifiuti organici in energia elettrica da Biogas. Lo ha annunciato il sindaco di Pollica, Stefano Pisani.

Si tratta di un microimpianto di 5000 tonnellate in grado di garantire la produzione di circa 1,3 milioni di Khw/anno alimentato dalla Posidonia prelevata dalle spiagge all’inizio della stagione estiva, dopo che avrà completato la sua funzione antierosione, e dal rifiuto umido della raccolta differenziata dei Comuni dell’area del Monte Stella per garantire energia pulita ad un costo ridotto alla Comunità Energetica di Pollica.

L’investimento, a completo carico del partner privato, consentirà inoltre di abbattere il costo dello smaltimento del rifiuto umido prodotto sul territorio comunale.

«Negli anni, anche a Pollica la questione è stata affrontata con misure tampone, anche in assenza di disposizioni chiare da parte del Ministero dell’Ambiente, spesso interrando le foglie sugli stessi arenili, ma senza risolvere il problema. – spiega l’amministrazione – Con questo progetto, si potrà invece risolvere in maniera sistematica e definitiva un problema annoso per tutta la costa e ricavare da questa risorsa un ulteriore beneficio per l’ambiente e per l’economia del Cilento. Alla fine della primavera, quando la Posidonia spiaggiata avrà ultimato la sua funzione di protezione, sarà rimossa per essere poi trattata da un impianto anaerobico che attraverso la sua lavorazione produrrà biometano e compost».

Le foglie di Posidonia che nel periodo autunnale si spiaggiano sul litorale sabbioso rappresentano, dal punto di vista ambientale, un evento molto positivo per gli arenili. La loro sedimentazione protegge le coste dall’erosione, vivificando l’ecosistema della spiaggia, che andrebbe considerata prima di tutto come una straordinaria risorsa ambientale, oltre che luogo ricreativo dalle naturali potenzialità turistiche. La presenza di praterie di Posidonia di fronte le coste cilentane è peraltro un indicatore della qualità ambientale del mare, ove questa pianta svolge numerose e fondamentali funzioni biologiche, offrendo protezione a innumerevoli specie e organismi marini, incamerando più CO2 degli alberi e liberando ossigeno sui fondali, frenando il moto ondoso proteggendo così la costa. Tuttavia, come le piante terrestri anche la Posidonia oceanica perde le foglie in autunno e queste vengono trasportate dalle onde sulla spiaggia, dove si formano le cosiddette banquettes di Posidonia, percepite spesso come un elemento detrattore, che incide negativamente sulla fruizione della battigia da parte dei bagnanti

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A Cura di

Antonio Vuolo

Giornalista e comunicatore per passione e per professione da ormai oltre 10 anni, se non ho perso il conto. Il segreto? Avere dentro di sé sempre la stessa curiosità di un bambino. Mi appassionano i temi legati soprattutto alle questioni di attualità, allo sport, al territorio. Quando non sto con una penna in mano o una telecamera davanti, potete “trovarmi” in giro in qualche angolo del Cilento o del mondo, oppure più semplicemente in un bar a sorseggiare un calice di vino con gli amici.
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