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La storia: famiglia di Polla riabbraccia la “figlia” ucraina dopo 26 anni

di Pasquale Sorrentino

E’ il 26 aprile del 1986, Chernobyl diventa nota ovunque. Così come i suoi effetti devastanti. Qualche anno dopo, per aiutare soprattutto i bambini, in Italia e non solo, scatta un’accoglienza, tuttora in corso, per far trascorrere diversi mesi in un ambiente salubre. Si chiamano, almeno in Italia, i “Bambini di Chernobyl”. Loro, i piccoli ucraini e bielorussi, trovano in Italia una seconda famiglia. E ossigeno.

Tra loro anche Tania. Arrivata da un piccolo paese ucraino fino nel sud Italia, a Polla. Ogni anno, grazie all’associazione Fratello Sole di padre Domenico trascorre, insieme ad altri suoi giovani connazionali, mesi in Italia. Due in estate, uno a Natale. La accolgono Giuseppe, sua moglie Teresa e le sue due figlie Donatella e Carmen. Quasi sue coetanee. Siamo a metà degli anni Novanta, Tania è quasi un’adolescente. Trascorrono gli anni, una volta cresciuta fa spazio, nel gemellaggio Ucraina-Italia, a bambini più piccoli. Nel cuore della famiglia di Giuseppe però resta un punto fermo. Resta in contatto epistolare con la sua seconda famiglia italiani. I contatti, nel corso del tempo, si diradano, non siamo ancora nell’epoca dei social, e terminano intorno al 2007.

Il salto temporale ci porta al 24 febbraio del 2022, la Russia invade l’Ucraina, inizia la guerra. La famiglia di Giuseppe, soprattutto sua figlia Donatella che per lavoro fa indagini molto complesse (le risolve), pensa subito a quella Tania, salutata 15 anni prima quando era diventata da poco mamma e vista l’ultima volta alla fine del secolo scorso. Si attiva per rintracciarla, e fa di tutto, riuscendoci dopo alcune settimane. Potenze dei social e delle telefonate. Un’altra “Bambina di Chernobyl” che era stata in Italia, ma in Basilicata, nello stesso periodo di Tania è il contatto giusto: parla italiano e conosce Tania. E’ amica di famiglia. Quasi due mesi dopo l’inizio della guerra, Tania è stata trovata. Donatella riesce a mettersi in contatto con la sua “sorella” adottiva grazie a un generatore di elettricità, l’unico in paese che permette di far ricaricare i cellulari.

Inizia la seconda fase della storia. Donatella e suo marito, Arsenio, vivono in Piemonte, a Villafranca. Il papà e la mamma di Donatella ancora a Polla. Insieme cercano in modo di far arrivare Tania in Italia. Ora ha tre figli. Si riesce in un modo o in un altro a far partire le due donne e i loro figli. Tania e i suoi tre pargoli arrivano in Piemonte dove abbracciano, alla vigilia della Pasqua ortodossa Donatella e Arsenio. anche lui originario del Vallo di Diano. Vent’anni dopo le due sorelle d’affetto si ritrovano. Piangono e ridono allo stesso tempo.

Tuttavia manca un tassello per completare questa bella storia. La partenza da Polla del resto della famiglia “adottiva” e così ieri Giuseppe e Teresa partano da Polla per poter abbracciare, 26 anni dopo, quella figlia ucraina che hanno sempre tenuto nel loro cuore.

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