La denuncia: «Otto in una cella nel carcere di Vallo della Lucania»

Martedì scorso, 18 agosto , l’osservatorio di Antigone si è recato in visita presso la Casa circondariale di Vallo della Lucania. Ospitava 52 detenuti, di cui 35 definitivi e 17 in attesa di giudizio. In maggioranza si tratta di italiani (43), solo 9 gli stranieri. Come tutte le carceri italiane anche quello di Vallo della Lucania ha problemi di sovraffollamento. «Abbiamo registrato – ha detto Mario Barone, presidente di Antigone-Campania e componente dell’osservatorio sulle condizioni di detenzione – problemi di sovraffollamento in diverse celle, che presentavano anche 8 detenuti in 30 metri quadrati, mobilio incluso. Una modalità di reclusione non conforme ai parametri stabiliti dalla Corte europea dei diritti dell’uomo». Nonostante ciò «abbiamo riscontrato – ha evidenziato – Barone – un grande impegno dello staff d’istituto ad impiegare nel lavoro all’esterno i detenuti, anche in virtù della collaborazione degli enti locali cilentani. Tuttavia, la competente magistratura di sorveglianza non sempre riesce a dare una risposta conforme alle aspettative degli stessi detenuti. Al momento della visita uno solo godeva dei benefici previsti dall’ordinamento penitenziario». Come è noto, il carcere di Vallo della Lucania ospita una categoria di detenuti particolarmente delicata e difficile: gli autori di violenze sessuali. «Il carcere – ha conluso Barone – è stato oggetto di molteplici interventi di manutenzione ordinaria che ne hanno migliorato la vivibilità sia negli spazi all’esterno che nelle celle, dotate ora di bagni degni di una qualsiasi abitazione privata».

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