«La sanità che ha fallito nel Golfo di Policastro», la denuncia di ‘Cittadinanza attiva’ che incontra la Asl

I rappresentanti ‘Cittadinanza attiva’ e del tribunale del Malato di Sapri, con il responsabile Mario Fortunato, attendono delle risposte dal commissario della Asl di Salerno, Antonio Postiglione. Non è la prima volta che nel Golfo di Policastro vengono segnalati degli specifici problemi sinonimo di degrado e noncuranza. Il Giornale del Cilento, in contatto con Mario Fortunato, ha cercato di far luce sulle problematiche denunciate da ‘Cittadinanza attiva’.

 Casaletto Spartano. Il primo tema affrontato da Fortunato è proprio l’emergenza. Casaletto Spartano si trova a circa 15km dalla città di Sapri ma le gravi condizioni in cui si ritrovano le strade fa si che ci voglia un’ora per giungere a destinazione. Ma il punto della questione qual è? «Il presidio Saut del paese – afferma Fortunato –  continua a mantenere un’ambulanza esclusivamente con autista ed infermiere, escludendo quindi la presenza di un medico nelle ore notturne. È inutile a questo punto come presidio. Il nostro primo punto è proprio questo allora, se alla Saut di Casaletto è prevista la presenza di un medico nell’arco di 24ore, allora noi chiediamo fermamente che sia ripristinato il turno di notte. Siamo ad un’ora di distanza dal pronto soccorso di Sapri – conclude il responsabile ‘Cittadinanza attiva’ –, se ci fosse un’emergenza risulterebbe una situazione estremamente complicata»

 I reparti dell’ospedale di Sapri. Primo tra questi il reparto di Gastroenterologia, che in un anno effettua all’incirca 8000 interventi, rimane in locali inadeguati al piano terra e in servizio sembra esserci soltanto un medico, che tra l’altro non sarebbe neanche il primario.

«Non ci sono stanze a sufficienza –ribatte Fortunato –, non c’è nemmeno un bagno nel reparto per i pazienti in attesa, per dirti! Questo fa capire che non è un piano adeguato a quel tipo di reparto». All’ospedale di Sapri, inoltre, molti pazienti arrivano anche dalle regioni limitrofe come la Basilicata e la Calabria.

«Un servizio eccellente dal punto di vista sanitario ma i pazienti, maschi e femmine, dopo essere stati sottoposti ad esame, si ritrovano in una stessa stanza. L’unica barriera che permette un po’ di privacy è una tendina posta tra i due letti». L’associazione di ‘Cittadinanza attiva’ combatte orami da tempo. Anni fa chiese, infatti, il trasferimento del reparto in uno dei piani superiori. C’è stato anche un progetto presentato all’Asl e al direttore sanitario dell’ospedale. Ma finora non si è visto alcun cambiamento. Il reparto di gastroenterologia è il reparto per eccellenza del presidio di Sapri, ma a quanto pare, anche il più disastrato.

 Leggi e decreti. Sempre nell’ospedale di Sapri, «non è stato attuato il decreto 49, che prevedeva le unità semplici di urologia ed oculistica, rispettivamente con 3 e 4 posti letto. Un altro conto che non torna è, ad esempio, il mancato utilizzo dei 5 milioni di euro previsti dall’ex articolo 20 al fine di adeguare le strutture del pronto soccorso, di radiologia e tanatologia e spostare in locali più idonei il reparto di gastroenterologia», è la denuncia.

A questi problemi principali vanno aggiunti, poi, i lunghi tempi delle liste d’attesa, dove in alcuni casi per un semplice esame ecografico ci vogliono 3 mesi, e il calvario burocratico a cui è assoggettato il paziente costretto a fruire dei servizi sanitari domiciliari.

Eppure il 30 ottobre il coordinatore regionale per il tribunale dei Diritti del malato, Antonio Gambacorta, ha incontrato il direttore sanitario dell’ospedale di Sapri, Maria Ruocco, e Francesco Fragomeno, in rappresentanza di Adamo Maiese, direttore sanitario del distretto Sapri-Camerota. I temi del dibattito sono sommariamente quelli sopraelencati, ma, almeno per il momento, non si registrano cambiamenti.

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