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Dipendenti del Corisa4 senza stipendi da mesi, ieri la protesta davanti al Monte Paschi

di Redazione

Ieri pomeriggio si è svolto a Vallo della Lucania il sit-in di protesta che ha visto protagonisti decine di operai e impiegati del Consorzio di smaltimento Salerno 4, quello a cui fa capo il territorio cilentano. La manifestazione ha avuto luogo dinanzi alla filiale locale del Monte dei Paschi di Siena, la banca che gestisce il servizio di tesoreria dell’ente e che ha respinto nei giorni scorsi i mandati di pagamento dei lavoratori. Allo stato attuale ci sono diversi dipendenti del Corisa4 che non percepiscono lo stipendio da oltre quattro mesi e che hanno evidenziato nei giorni addietro l’assoluta gravità delle loro situazioni, sia in ambiti assembleari sia attraverso comunicazioni scritte alla cittadinanza. Per molti di loro, queste sono le ore della disperazione. Sullo stato attuale della questione il Consorzio ha diffuso un comunicato:

"Nella confusione normativa di passaggio di funzioni dai Consorzi smaltimento dei rifiuti alla società provinciale, il Monte Paschi di Siena, Tesoriere del Consorzio, mantenendo in piedi il contratto con il Consorzio si è incamerato tutte le entrate provenienti dai Comuni per servizi di pubblica utilità, scomputandole sull’anticipazione di cassa, rifiutandosi di accettare i mandati di pagamento per stipendi e contributi obbligatori, coperti dalle predette entrate provenienti dai Comuni vincolate per servizi. L’operazione è avvenuta senza procedura formale di intesa con il Consorzio e senza un piano di rientro, da concordare come per i precedenti anni, così come richiesto. Ancora oggi il Monte Paschi Siena, tesoriere, si rifiuta di accettare i mandati senza sciogliere il contratto, con l’evidente obbiettivo di continuare a incamerare entrate per eliminare il debito di anticipazione. Il Monte dei Paschi di Siena ha superato la confusione normativa tirandosi fuori anche dal vincolo che prevede che tutti i crediti ed i debiti, in fase di liquidazione, devono rientrare nel piano di riparto del Commissario, già nominato. Ancora oggi la banca non ha formalmente concesso l’anticipazione di cassa per il 2010, come richiesto in data 19 gennaio. Forse l’obiettivo è quello di incamerare prima tutta l’anticipazione già concessa, in danno dell’Ente, dei Comuni, dei lavoratori del territorio, crendo le premesse per l’interruzione dei servizi di pubblica utilità."

Sull’enorme disagio che si registra in questi giorni, Gennaro Scarano della Uil Trasporti Salerno, intervistato per il sito sudsostenibile, ha detto: "Gli unici responsabili di questo disastro sono i Consorzi di bacino, i quali si sono lasciati usare dai Comuni come banca. I Comuni non hanno pagato le dovute spettanze ai consorzi e il risultato è sotto gli occhi di tutti. La popolazione del Cilento deve sapere che decine di lavoratori non percepiscono il salario da cinque o sei mesi." In relazione ad alcune pressioni subite dai lavoratori affinchè abbandonassero la volontà di partecipare al sit-in di protesta, il sindacalista ha riferito. "Devo denunciare un fatto grave avvenuto a Vallo Scalo. Noi avevamo organizzato una manifestazione pacifica che avrebbe fermato per poco tempo l’impianto (di Vallo Scalo, ndr) in modo da accendere i riflettori sulla questione, ma stamattina c’è stato qualcuno che ha detto ai lavoratori che se quest’azione di protesta fosse stata effettuata molti di loro avrebbero rischiato il licenziamento. In generale, noi della Uil abbiamo intenzione di agire sempre in modo pacifico e nel rispetto delle regole; ma si sappia che non ci fermeremo. Quest’azione proseguirà e i cittadini cilentani devono sapere che nei prossimi giorni dovranno aspettarsi dei problemi."

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