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I precari salernitani si preparano per un presepe vivente. E c’è chi “donerà il sangue alla scuola pubblica”

di Redazione

SALERNO — Anche il Bambino Gesù nasce da precario. Sarà di sicuro questa l’iniziativa più forte e caratterizzante delle varie azioni di lotta dei Cobas della scuola salernitana in programma per le imminenti festività. La piazza centrale di Pastena, attualmente dominata dalla slitta luminosa di Babbo Natale, sarà trasformata nello scenario grottesco dell’altro Natale con un presepe vivente interpretato dai docenti senza cattedra, dai cassa integrati, dagli operai disoccupati, dagli immigrati, dalle badanti dell’Est e da tutte le altre categorie sociali che rappresentano il precariato nel suo complesso. L’Altro Natale è stato reso noto ieri sera dagli attivisti dei Cobas scuola di Salerno che, nella sede di Pastena, hanno tenuto una nuova assemblea per discutere delle azioni di contestazione alla riforma della scuola. «Dobbiamo ottenere il permesso per l’occupazione della piazza – dice Alessandro D’Auria – e poi daremo il via ai preparativi di questo presepe vivente. Nell’iniziativa coinvolgeremo le associazioni e le parrocchie che furono protagoniste della fiaccolata contro lo spreco di danaro pubblico rappresentato dalle luci d’artista, manifestazione che vide la presenza di quasi duemila persone». Non si conoscono ancora i dettagli ma di sicuro nell’ambientazione della natività di Betlemme, troveranno posto anche gli esponenti del governo Berlusconi che maggiormente sono finiti nel mirino dei precari. Oltre al ministro Gelmini (che dovrebbe essere rappresentato da un Re Erode al femminile) dovrebbero esserci Renato Brunetta e Giulio Tremonti (non si sa in quali vesti), ed anche la ministra salernitana Mara Carfagna. Dulcis in fundo, un bimbo che impersonerà il Gesù precario dell’Altro Natale. Ma le iniziative contro i tagli alla scuola pubblica non finiscono qui. Per il 22 dicembre, a Napoli, è prevista la grande manifestazione di tutti i docenti precari della Campania, a cui si assoceranno anche i comitati dei disoccupati e dei cassa integrati, oltre ai precari di ogni settore economico e produttivo. «Non si tratterà del solito corteo – riprende D’Auria – abbiamo in mente di paralizzare il traffico con blocchi stradali improvvisati, l’occupazione simbolica di palazzi storici o monumenti artistici della città, denunciando che per noi non c’è nulla da festeggiare ». E su Salerno, i precari non nascondono di avere in cantiere una forma di protesta clamorosa, che potrebbe avere come scenario piazza Portanova ed il suo grande albero luminoso. Top secret – per il momento – le modalità e la forma di contestazione. Sul fronte interno ai plessi scolastici, inoltre, continuano le mobilitazioni sindacali e le azioni di protesta. A partire dall’ iniziativa «Doniamo il sangue alla scuola pubblica». «Siamo intenzionati – ribadisce Teresa Vicidomini – a donare in massa il sangue ogni quindici giorni, in modo tale da rendere ingovernabili le scuole con l’assenza dei docenti giustificata dalla donazione presso un ospedale o la sede Avis. Intanto stiamo già pensando alla «giornata senza di noi», ossia un giorno intero in cui i docenti precari spegneranno tv, radio, telefono, non faranno la spesa alimentare e si asterranno da qualsiasi forma di acquisto».

FONTE: corrieredelmezzogiorno

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