Lettera a Conte sulla Fusione dei Comuni, anche Pino Palmieri tra i sindaci firmatari

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di Marianna Vallone

Anche il sindaco RoscignoPino Palmieri, tra i sindaci italiani firmatari dell’iniziativa promossa dall’associazione Fusione Comuni Coordinamento Nazionale per favorire la nascita delle fusioni dei comuni. Gli amministratori, circa cento finora, hanno scritto al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte. “Partire dall’esistente è il nostro suggerimento, creando le condizioni per una drastica riduzione dei Comuni, nel solco della normativa vigente, quindi su base volontaria e sentiti i cittadini attraverso il referendum consultivo; non solo è possibile e necessario, ma è facilmente realizzabile attraverso un deciso incremento dei contributi incentivanti previsti dalla legge”, dicono i sindaci

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“Lo strumento della fusione dei Comuni offre, quindi, una opportunità già ben studiata, normata e sperimentata. É in vigore una Legge, la 56 del 2014, che norma l’istituto della fusione tra Comuni”. I firmatari, tra cui anche un altro salernitano, il sindaco Manlio Torquato di Nocera Inferiore, e quelli di città come Lecco, Pescara, Parma, propongono: di cancellare o aumentare sensibilmente il tetto di due milioni di euro per ogni fusione (cifra che diventa assolutamente secondaria nelle grandi fusioni, perdendo quindi la spinta incentivante); aumentare i contributi a sostegno della fusione, oggi al 60% dei trasferimenti statali erogati nel 2010, ai comuni interessati in maniera incisiva; introdurre premialità per i comuni fusi nella valutazione di bandi statali ed europei; prevedere l’anticipo di una parte delle risorse destinate al nuovo comune, alla fase immediatamente antecedente l’operatività della fusione per finanziare le necessarie competenze tecniche e professionali afferenti al percorso, in modo che gli uffici comunali, spesso sottorganico, assicurino continuità ai servizi quotidiani garantendo le dovute prestazioni professionali ai cittadini”.

“Quello che proponiamo, a nostro parere, spingerà i comuni verso le fusioni, attivando vantaggi significativi, risparmi gestionali ed efficienza dei servizi, attrattività per gli investimenti sul territorio, progettualità ed iniziative di sviluppo, disponibilità adeguata di risorse e competenze. – concludono – Un programma che non prevede sussidi a pioggia, ma un chiaro e ambizioso disegno pregiudiziale per l’efficienza e la semplificazione del “sistema Paese” determinante per il nostro futuro”.

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