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Il Governo Berlusconi manda a casa 640 dipendenti delle comunità Montane, Ugo Carpinelli tenta di evitare disastro

di Rito Ruggeri

Sono 640 i dipendenti delle 20 comunità montane della Campania che dal 1° gennaio 2010 non percepiscono lo stipendio. Questi sono gli effetti della legge finanziaria approvata dal governo di centro – destra su proposta del Ministro Calderoli, cha ha azzerato i trasferimenti consolidati del fondo Nazionale per la montagna. La situazione è drammatica ed occorre intervenire con urgenza.
Sul piano politico non si può che condannare il comportamento del governo centrale che, per una manciata di pochi milioni di euro, ha deciso di tagliare qualsiasi rapporto con gli enti montani lasciando senza futuro 640 famiglie, abbandonando così la tutela del territorio e la prevenzione del dissesto idrogeologico. Dunque tutta questa responsabilità viene scaricata sulle regioni d’Italia e sulla Campania che ha due terzi del proprio territorio prevalentemente montuoso.

La Regione Campania, che pure è intervenuta sul fronte occupazionale per la ex Recam, per i precari della scuola e recentemente per l’ATITEC Campania, è chiamata a svolgere un ruolo decisivo per salvaguardare le funzioni e la vita stessa delle comunità montane recentemente riformate dalla Legge Regionale n° 20 del 2008.

Propongo agli Assessori Gianfranco Nappi e Antonio Valiante di bloccare preliminarmente ogni tipo di assunzione, a qualunque titolo presso le comunità montane così come dispone l’ultima finanziaria Regionale.

Successivamente gli Assessori in questione dovranno adoperarsi per sbloccare tutte le risorse possibili a favore degli enti montani per garantire il pagamento delle mensilità arretrate. Strutturalmente poi la giunta può programmare, dopo la valutazione dei prepensionamenti in atto, di garantire a scaglioni ai dipendenti degli enti locali in questione, l’ingresso nei ruoli regionali e successivamente dislocare le risorse umane e le competenze nei parchi Regionali, presso le comunità montane, i Comuni, le Province.

Si apra infine un tavolo nazionale di confronto con il Governo che non può continuare a produrre disoccupati, mentre il leader Berlusconi lancia perenni segnali di ottimismo contraddetti dalla cruda realtà. 

Fonte:  http://www.salernonotizie.it/

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