L’itinerario tra le grotte di Castelcivita, Pertosa e Morigerati protagonista a Geo su Rai3

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Francesco PetrettiMistiche, vibranti di colori e intorno una natura rigogliosa. Le grotte sotterranee del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, sono state ieri protagoniste di un lungo servizio andato in onda su Rai Tre nella trasmissione Geo, condotta da Sveva Sagramola e Emanuele Biggi.

Circondate da panorami mozzafiato, spesso in magnifico isolamento, con caratteristiche molto diverse l’una dall’altra, le grotte di Castelcivita, Pertosa-Auletta e Morigerati, sono state inserite da qualche anno in un progetto che si chiama “Tre grotte e tre fiumi”, ovvero un percorso di 130 chilometri che attraversa da Nord a Sud il Parco, un itinerario da fare a piedi attraverso sentieri mappati o in autobus, in più giorni. A  spiegarlo in studio sono stati il vicepresidente del Parco e sindaco di Morigerati Cono D’Elia, Francescantonio D’Orilia, presidente della Fondazione MIdA e Michele Iorio, responsabile delle Grotte di Castelcivita. «Abbiamo deciso di far conoscere il mondo intorno ai geositi, immaginando un cammino in vista dell’anno dei cammini», ha spiegato D’Elia.

«La tappa del Tanagro mette insieme due territori, Pertosa e Auletta, sotto i quali c’è questa grotta, che è la più antica del Centro-Sud, è navigabile e accessibile ai disabili. Presenta palafitte di 3500 anni che l’uomo ha vissuto dal Paleolitico al Medioevo», ha aggiunto D’Orilia. In studio anche la chef e ambasciatrice della Dieta Mediterranea, Giovanna Voria, che ha realizzato lagane e ceci e il cuppitiello con erbe selvatiche in pastella. Un racconto di Francesco Petretti nell’Oasi Wwf di Morigerati – per la regia di Francesca Catarci – ha presentato le Grotte del Bussento, con la stazione di muschi più estesa del Sud Italia e il particolare fenomeno carsico della Risorgenza del fiume Bussento che la rende unica in Europa. Un luogo ricco di storia geologica e naturalistica.

Nicola Di Novella ha infine descritto la biodiversità del territorio cilentano. «Dobbiamo avere la capacità di avere una rete di borghi – ha spiegato D’Elia in riferimento a Casaletto Spartano, Morigerati, Caselle in Pittari e Tortorella – in grado di offrire ospitalità diffusa ed esperienze». 

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