«L’ombra dei carabinieri sull’omicidio di Angelo Vassallo»

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Nella seconda puntata del servizio delle Iene, andato in onda giovedì sera su Italia 1, Giulio Golia prova a chiarire la posizione di molti carabinieri che sarebbero coinvolti in questa oscura vicenda. A partire da Lazzaro Cioffi, attualmente l’unico indagato per l’omicidio di Angelo Vassallo, avvenuto ad Acciaroli la sera del 5 settembre 2010 intorno alle 21.30. Il sindaco di Pollica è stato ammazzato a 57 anni con nove colpi di pistola mentre tornava in auto a casa.

Cioffi è attualmente in carcere accusato di connivenza con il clan Fucito di Napoli. Ma all’epoca dei fatti faceva parte della stazione di Castello di Cisterna, quella comandata dal colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo. Il nome di Cioffi era già emerso nel 2013 perché qualcuno scrisse al figlio del sindaco su Facebook, dicendo che nel delitto poteva essere coinvolto proprio lui. Golia ha intervistato la fonte che però ha voluto restare anonima.

Nella ricostruzione delle Iene appaiono a vario titolo molti carabinieri che potrebbero essere coinvolti. C’è il colonnello Fabio Cagnazzo, all’epoca comandante della stazione di Castello di Cisterna, che su questa vicenda è stato indagato e poi archiviato: il militare era in vacanza ad Acciaroli nei giorni dell’omicidio e avrebbe condotto alcune indagini senza mandato ufficiale della magistratura. Dalle indagini del colonnello viene redatta un’annotazione di servizio, che sarà poi la base di partenza di tutte le indagini. In quel testo viene raccontata la piazza di spaccio di Acciaroli e tra le persone citate emerge uno spacciatore brasiliano: per anni è stato al centro delle indagini ma la sua posizione sull’omicidio è stata archiviata due volte.

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C’è anche strana visita dei carabinieri alla casa della famiglia Vassallo due giorni dopo l’omicidio, di cui i pm sarebbero stati all’oscuro: non si è nemmeno sicuri che fossero davvero militari quelli a bussare alla porta.

Nel lungo elenco di carabinieri c’è anche il nome Gino Molaro, uomo da sempre molto vicino a Cagnazzo. La sera dell’omicidio i due erano a cena insieme ad Acciaroli e Gino, secondo le testimonianze, si era fatto notare molto, facendo un gran baccano pur essendo noto come una persona molto tranquilla, addirittura con dei gavettoni agli altri colleghi con i secchielli del ghiaccio.

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