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Un 2 Novembre indecoroso per i morti del comune cilentano

di Alidavid Khomejany Farahani

In occasione del giorno che il Cattolicesimo dedica alla Commemorazione dei defunti è arrivato il tempo di verificare se il Comune di Lustra sia riuscito a liberarsi dalla dubbia situazione in cui versano alcune tombe del suo cimitero come documentato nell’articolo “Quando i morti vengono dimenticati: il cimitero nel degrado” pubblicato dal Giornale Del Cilento il 5 Ottobre e ripresa nell’articolo “Non è acqua di fogna” a infestare il cimitero di Lustra, parola del sindaco.

Da un sopralluogo nella zona il problema risulta diminuito ma non risolto del tutto. Intorno ai loculi continua ad accumularsi acqua, sebbene in misura minore. Alcuni membri delle due famiglie dei defunti le cui tombe sono particolarmente coinvolte dal problema sono presenti al momento in cui vengono scattate le fotografie di cui il presente articolo è corredato. Si chiedono con ansia quale sia la condizione in cui giacciono le salme dopo mesi di infiltrazione, constatando che l’intonaco rilascia abbondante acqua al tocco, pregno come fosse una spugna.

“Domani ho un appuntamento con le ditte che hanno fatto il cimitero nuovo”, dice Giuseppe Castellano, sindaco di Lustra, nuovamente raggiunto al telefono dopo il termine dei venti giorni da lui stesso stabilito. “Dobbiamo scavare per togliere il terreno al di fuori del cimitero, lavoro già fatto in parte. È un fenomeno che non riusciamo a capire, ci sono stati due geologi e l’unica soluzione che abbiamo trovato finora è di deviare l’acqua. Il problema dell’infiltrazione nei loculi è risolto all’ottanta per cento. Male che vada, se non riusciamo a risolvere del tutto, noi daremo alle famiglie le cui tombe sono interessate dal problema dei loculi nella parte nuova del cimitero, traslocando le salme che sono lì da trent’anni. Faremo loro questa proposta, ammesso che non riusciamo a trovare da dove arriva l’acqua. L’amministrazione è sensibile a queste cose.”

Si sta occupando della questione l’ing. Fabio Lucibello. Raggiunto al telefono spiega scrupolosamente: “Stiamo accertando le cause, abbiamo delle ipotesi. Potrebbe esserci una rottura nell’acquedotto comunale. Altrimenti un’altra causa potrebbe essere una vecchia sorgente incanalatasi negli ultimi due anni, che fa uscire l’acqua in quella zona. Se no, un’altra causa potrebbe essere questa: dove ora si sta costruendo il nuovo cimitero c’era un pozzo. È stato fatto un drenaggio e il pozzo è stato interrato, quindi è probabile che l’acqua si sia incanalata verso la zona vecchia del cimitero. Quello che abbiamo fatto per tamponare al momento, per evitare che l’acqua continui a entrare dentro le sepolture, è stato scavare al lato di esse e cercare di farla defluire verso la strada. Diciamo che ora all’interno dei loculi l’afflusso è diminuito, la maggior parte esce all’esterno del cimitero. Poi, stiamo lavorando, e visto che abbiamo il campanile (il campanile di Santa Maria Vetere, del XIV secolo, ndr) cerchiamo anche di non creare più danni di quelli che sta creando l’acqua. Lei sa benissimo che, purtroppo, i Comuni del Cilento hanno grossi problemi finanziari ed economici e quindi non possiamo risolvere tutto schioccando le dita, dobbiamo fare piano piano. Secondo me è sbagliato interpellare i giornali per buttare la croce addosso ai Comuni. Alzare un polverone non penso sia una cosa positiva, non risolviamo prima le cose. Più di quello che facciamo non possiamo fare. Dovremmo piuttosto portare all’attenzione dei giornali come si sta gestendo il territorio a livello regionale”.

A questo punto, si noti bene, al cronista non interessa buttare croci addosso a chicchessia. Unico suo dovere è raccogliere i dati oggettivi e tutte le testimonianze di chi ha voce in capitolo, rielaborare l’insieme per dare al lettore la visione più obbiettiva. Farsi avanti, suscitare interesse tra gli altri cittadini, rivolgersi ai giornali come garanzia di sorveglianza o per dare eco a una richiesta di aiuto e quando è necessario denunciare a chi di competenza non possono essere fatte passare come cose sbagliate.

Continua l’ing. Lucibello: “comunque, penso che nel giro massimo di un mese e mezzo o due mesi riusciremo a individuare la causa, prima di tutto, e poi a risolvere una volta per tutte il problema. È monitorato giorno per giorno, anche oggi ci siamo stati insieme al geologo Elia. Adesso stiamo prospettando qualche soluzione nel caso sia l’acquedotto, farò fare dei sondaggi. Ho fatto già chiudere per due giorni la conduttura che passa a monte del cimitero e non ho avuto riscontri. Adesso sono due giorni che non ha piovuto, e l’acqua non è diminuita. Le stiamo tentando tutte”.

documentazione fotografica e visiva a cura di Nicoletta Coppola

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