Mamma scappata in Russia con la figlia, lo sfogo del papà di Teggiano: «Ora tutto si complica»

Infante viaggi

di Pasquale Sorrentino

Anche in periodo di Coronavirus c’è chi continua le proprie battaglie. Anche se l’epidemia rischia di diventare un nuovo, arduo, ostacolo da superare. È il caso di Luigi di Salvio, il papà di Teggiano, che sta cercando di riportare in Italia e nel Vallo di Diano la sua piccola Sofia, portata in Russia da due anni dalla madre. Ebbene proprio in questi giorni Luigi attendeva risposte dai ministeri e dagli organi competenti per permettere che la piccola potesse essere ritrovata nei pressi dei monti Urali e fatta tornare in Italia. Ora tutto si complica con l’emergenza e i veri blocchi. Lo sfogo del padre di Sofia e commovente e apre a uno scenario che rischia di essere davvero triste. «Non solo devo combattere con il gigante russo, non solo devo combattere con norme interne diverse e con il diritto internazionale, non solo devo combattere contro schemi psicologici diversi, non solo devo combattere contro il lassismo italiano, ma ora devo combattere anche contro “il fato”. Ma per mia figlia lo farò».

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Il professionista di Teggiano, difeso dall’avvocato Enrico d’Amato, ha vinto i vari processi in Russia e la madre secondo i Tribunali russi deve riportare la figlia in Italia. Ma la donna, che ha portato via la bambina dicendo al marito che sarebbe tornata venti giorni dopo, è irrintracciabile anche dopo aver perso l’ultimo ricorso prese presentato al tribunale russo. Si era in attesa dell’intervento dell’Interpol e delle decisioni della Magistratura italiana tuttavia l’emergenza Coronavirus rischia in modo serio di far slittare ancor di più il tutto e vietare ancora una volta il ricongiungimento tra padre e figlia. Luigi ha lasciato intatta la stanza dei giochi della piccola che ora ha 4 anni e lì spera di rivederla sorridere al più presto.

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