Montagna di Posidonia sulla spiaggia di Agropoli, il progetto dei cittadini 5 stelle

Sul fenomeno annuale dello spiaggiamento della Posidonia oceanica ad Agropoli, i cittadini 5 stelle lanciano idee-progetti all’amministrazione comunale per evitare che anche l’estate prossima «si continui con l’accumulo delle foglie» e si possa attivare per «trovare una modalità per rimuovere definitivamente l’accumulo di Posidonia ai piedi del promontorio nella zona del Porto». Spiegano gli attivisti che la circolare emessa dal Ministero dell’Ambiente e trasmessa a tutte le regioni, le amministrazioni possono intervenire. Nello specifico, spiegano «può ‘smantellare quell’accumulo antropico’ riutilizzando tutto il materiale (che è prevalentemente di sabbia) per un’opera di ripascimento o di difesa costiera».

«Confrontandoci anche con gli uffici tecnici comunali, rendiamo pubbliche le due proposte finora raccolte. – e spiegano –  L’idea progetto 1, proposta formulata già qualche anno fa dal nostro meetup, che consiste nel riutilizzo dell’accumulo per il “ripristino della Spiaggia della Marina”. In questo modo sarebbe possibile allungare notevolmente la spiaggia ormai erosa e nel contempo creare una zona alle spiagge del nuovo arenile in erba, in modo da recuperare una porzione di quell’area anche per l’utilizzo di attività all’aperto per il periodo primaverile e estivo (sfruttando le capacità organiche dei residui di Posidonia)». Mentre «L’idea progetto 2, invece ci è stata comunicata per via informale dagli uffici tecnici comunali, e consiste nell’utilizzo del materiale accumulato per la creazione di un corridoio-percorso pedonale ai piedi del promontorio che parte dalla Spiaggia della Marina e arriva fino alle scalette del Fortino. In questo caso i lavori, per quanto ci hanno comunicato, i lavori sarebbe utili anche per combattere l’erosione del promontorio dall’azione del mare».

«Entrambe le idee progetto finora raccolte – chiariscono – sono entrambe di forte “impatto” e andrebbe a modificare l’area della Marina del Porto (anche se va ammesso che ormai quell’area è stata definitivamente compromessa dai lavori di manutenzione, per noi sciagurati, avvenuti negli ultimi 15 anni). In ogni caso chiediamo all’amministrazione di agire per non arrivare anche all’estate 2020 impreparati».

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