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Morta Liliana De Curtis, nel ’92 fu ospite a Gioi Cilento. Salati: «Ricordo indelebile»

di Marianna Vallone

Il ricordo dell’amata figlia di Totò, Liliana De Curtis, morta ieri mattina nella sua casa romana a 89 anni, invade il Salernitano. L’attrice e scrittrice era stata molte volte ospite nelle rassegne culturali della provincia. Nel Cilento la ricorda Gioi, dove il 17 agosto 1992 fu madrina della 33ima edizione della Sagra del fusillo e premiata con il Fusillo d’oro. La ricorda Andrea Salati, presidente all’epoca dell’associazione L’Atomo e già sindaco di Gioi. «Fu una serata memorabile. Liliana De Curtis Signora della scena. Era in compagnia del noto attore eduardiano Franco Angrisano». L’evento fu condotto da Gaetano Stella nello spiazzo del convento di San Francesco. «Ho un ricordo indelebile di Liliana de Curtis, averla avuta a Gioì è stato un evento irripetibile che ha onorato la Sagra del Fusillo e soprattutto Gioì, perché straordinaria custode delle memorie del grande Totò».

Un ricordo affettuoso quello di Alfonso Andria, già senatore e presidente del “Centro Universitario Europeo Beni Culturali”. «Una donna diversa da quella che si immaginava. Non la figlia di Totò, ma la signora De Curtis, con una sua cifra molto elegante, molto distintiva, molto signorile, in grado di affermare di se un’immagine importante, che non era semplicemente ed unicamente legata al padre».

Il viaggio nella memoria di Andria fa riemergere anche l’immagine di una donna che era una grande narratrice di suo padre, soprattutto delle debolezze e della ricchezza interiore, dietro la maschera. «E’ questo che intendeva riaffermare attraverso la sua narrazione, – spiega – di un uomo anche malinconico che aveva avuto un rapporto tardivo forse con Liliana de Curtis ma che lei aveva saputo recuperare».

©Riproduzione riservata




A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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