Lo zio contesta le dichiarazioni del vescovo Favale

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Mentre continuano le indagini sulla morte del piccolo Jacopo De Martino, deceduto dopo una operazione al ginocchio sinistro all’ospedale San Luca di Vallo, non si spengono le polemiche che hanno investito la struttura sanitaria. Nei giorni scorsi il vescovo monsignor Rocco Favale aveva espresso il suo apprezzamento per il lavoro dei medici del San Luca. Proprio riferendosi alla vicenda che riguardava la morte di Jacopo De Martino, aveva invitato tutti, anche i familiari della vittima, a non attaccare i medici. A queste parole risponde lo zio di Jacopo De Martino, Domenico. «Il nostro vescovo ha perso un’occasione per tacere – dice Domenico De Martino -. Non ha dimostrato buon senso nel parlare di questa vicenda e soprattutto non conoscendo da vicino quello che è accaduto. La nostra famiglia non ha mai attaccato i medici ma l’ospedale nel suo complesso. E’ chiaro che se mio nipote è morto dopo una operazione chirurgica banale qualcuno ha sbagliato. Noi vogliamo soltanto la verità». Lo sfogo dello zio di Jacopo si accompagna anche a tutte le iniziative che a Marina di Camerota sono state avviate per ricordare il 14enne prematuramente scomparso. Continua la raccolta di firme, anche via facebook, per dedicare lo stadio di Camerota al piccolo Jacopo. Tifosissimo della Juve e amante delle moto (tifoso di Valentino Rossi), Jacopo De Martino era caduto dallo scooter la scorsa estate. Proprio in seguito a quella caduta aveva subito gravi danni al ginocchio sinistro e le cure procedevano per riuscire a ricostruire l’articolazione. Durante la partita di serie A tra la Juventus e il Genoa, il 14enne di Marina di Camerota è stato ricordato con una scritta sul tabellone luminoso “Ciao Jacopo”. «Stiamo pensando anche alla realizzazione di una fondazione – continua Domenico De Martino -. Non vogliamo nulla, non abbiamo bisogno di soldi. Vogliamo solo dimostrare e rappresentare come questo territorio del Cilento sia abbandonato a se stesso anche per quello che riguarda le strutture sanitarie. Ad esempio non abbiamo una camera iperbarica in tutto il comprensorio e i nostri politici sembrano immobili di fronte a queste situazioni». 

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fonte: cronachesalerno.it

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