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Nasce il distretto rurale culturale “Cilento Antico”, tra i partner Zuchtriegel

di Marianna Vallone

Vede ufficialmente la luce il Distretto Rurale Culturale “Cilento Antico”. Nella serata del 19 dicembre a Paestum, nella saletta della Fondazione Giambattista Vico di Palazzo De Maria, nella piazzetta della Basilica Paleocristiana, si è tenuto un incontro-dibattito in cui il soggetto promotore ha incontrato gli enti pubblici e le aziende che faranno parte della nuova azione volta alla crescita del territorio. Il Gruppo di Azione Locale “Cilento Regeneratio”, il Flag “Cilento Mare Blu”, FareAmbiente, l’Unci Campania, la Bcc di Aquara e il Comune di Capaccio Paestum si sono seduti intorno ad un tavolo di lavoro per discutere i punti fondamentali della strategia. Cardine del distretto culturale sarà l’occupazione dei giovani, ottenibile con la messe in rete dei valori identitari e culturali di un territorio molto ampio che va dall’antica città di Poseidonia a quella di Elea, passando per i comprensori del Monte Stella, della Piana del Sele e del Monte Gelbsion. Aree ricche di storia, un patrimonio immenso sul quale costruire opportunità di lavoro per i tanti giovani che altrimenti lasceranno il paese natio per trasferirsi altrove. «Ripartire dunque dalla cultura e dai tesori enogastronomici dei nostri borghi – dice Mauro Inverso, presidente del Gal Cilento Regeneratio – è necessario però che essi vengano messi in rete, in caso contrario saranno singole realtà senza sbocco alcuno. Il Distretto – aggiunge – può essere il giusto direttore per un’orchestra pronta a suonare la più melodiosa delle arie, note che costituiranno la colonna sonora del futuro del Cilento». «L’agricoltura è cultura – interviene il direttore del Flag Claudio Aprea – il Cilento Antico conserva dentro di sé dei prodotti di eccellenza unici al mondo che sono tali perché escono dalle logiche della coltivazione intensiva e dalla vendita su larga scala. Sono sostenibili ed eco-sostenibili, mantenendo intatti i valori di un tempo, ereditati dai nostri nonni. Il Cilento c’è – conclude – dobbiamo lavorare affinché ci siano anche i cilentani». Le conclusioni dell’incontro sono state affidate a Vincenzo Pepe, tra i promotori dell’iniziativa, la cui prima idea si concretizzò a Vatolla il 27 agosto scorso, quando si discusse, per la prima volta, di distretto culturale alla presenza di numerosi sindaci del comprensorio: «Tra un decennio alcuni borghi non esisteranno più e i centri più grandi subiranno un drastico calo della popolazione – spiega – fermare l’emorragia di giovani dovrebbe essere l’imperativo della classe dirigente del Cilento. Enti come il Parco dovrebbero difendere la biodiversità umana, in grave pericolo, ma a loro si sostituisce una realtà come il distretto che sopperisce ad alcune colpevoli distrazioni. Il distretto sarà la chiave di volta, uno strumento che lasciamo ai nostri figli per poter continuare a vivere nel Cilento». Tra i partner del distretto, la Bcc di Aquara rappresentata dal presidente Luigi Scorziello: «La banca che rappresento è vicina al territorio e doveva, giocoforza, essere della partita in questa nuova avventura. Sarà una sfida impegnativa ma siamo pronti a combattere e a portare a casa un’altra importante vittoria». Al distretto “Cilento Antico” aderisce anche Gabriel Zuchtriegel, direttore dell’Area Archeologica e del Museo di Paestum, esempio di come la cultura può essere un traino per lo sviluppo. Presente all’incontro anche Sabrina Capozzolo, già onorevole del Partito Democratico, che si è detta entusiasta dell’idea e disponibile a qualsiasi azione per poter dare il proprio contributo. Il percorso di presentazione del distretto “Cilento Antico” continuerà lunedì 23 alle ore 18.00 presso l’aula consiliare di Albanella.

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A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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